Di Marco Staffiero
Rimane difficile per un italiano rinunciare alla sua tazzina di caffè. Nonostante sia impossibile poterlo gustare in compagnia in un bar, bisogna organizzarsi diversamente. Sveglia irrinunciabile (per molti) prima di andare al lavoro e veicolo di socializzazione nel resto della giornata, ogni connazionale ne consuma in media 2 tazzine al giorno. In queste feste, con tempi dilatati tra le mura di casa, e in attesa di tornare a gustare l’espresso o un filtrato ai tavoli di un bar, il caffè di pregio torna nella moka. Lo segnala l’Osservatorio Sigep (Salone Internazionale di Gelateria, Pasticceria, Panificazione Artigianali e Caffè che si terrà alla Fiera di Rimini in primavera) nel rilevare per il consumo del caffè una richiesta di prodotto di qualità che viaggia con l’e-commerce e di nuove conoscenze nella preparazione e micro torrefazione, ormai quasi un fenomeno di costume. “Torna – sottolinea Chiara Bergonzi, campionessa di LatteArt – la moka che negli ultimi tempi ha subito un’evoluzione incredibile, dopo essere andata un po’ nel dimenticatoio. Ora si vendono filtri appositi, ricette, sia per baristi che per il consumatore finale. Il caffè è condivisione e la moka ne rappresenta il mezzo ideale. Un trend che ha preso piede online. Ma la tendenza è anche microroaster, micro impianti di stampo professionale e caffè di qualità pregiata, sia macinato che in grani”. “Grazie all’e-commerce – aggiunge Rubens Gardelli, primo italiano campione mondiale di roasting – la propensione alla spesa del consumatore, è salita vertiginosamente. Si tratta di un mercato di nicchia, ma significativo, con il consumatore che cerca l’artigianalità della slow coffee acquistando filtri professionali e bollitori, mentre sulla materia prima è attento alla sostenibilità e tracciabilità”. Il caffè (dall’arabo qahwa, . “bevanda stimolante”) è una bevanda ottenuta dalla macinazione dei semi di alcune specie di piccoli alberi tropicali appartenenti al genere Coffea, parte della famiglia botanica delle Rubiacee, un gruppo di angiosperme che comprende oltre 600 generi e 13.500 specie. Sebbene all’interno del genere Coffea siano identificate e descritte oltre 100 specie, commercialmente le diverse specie di origine sono presentate come diverse varietà di caffè: le più diffuse tra esse sono l’arabica e la robusta. Medici e specialisti, consigliano sempre di mantenere un equilibrio nell’uso. Spesso con alcune patologie viene sconsigliato. In caso di consumi esagerati può provocare una forma di dipendenza conosciuta come “caffeinismo” che provoca sintomi più o meno acuti a seconda della sensibilità, quali: tachicardia, cattiva digestione, reflusso gastroesofageo , nervosismo, irritabilità e insonnia . Per alcuni studiosi dell’American University di Washington è una droga legalizzata che crea vere e proprie manifestazioni di astinenza. Lo dimostrerebbe anche lo studio pubblicato sul Journal of Caffeine Research della dott.ssa Laura Juliano che evidenzia la grande difficoltà di smettere di assumere caffeina di soggetti cardiopatici, ipertesi, con attacchi di panico, o le donne gravide, nonostante la forte motivazione legata alla salute del feto. L’American Psychiatric Association ha ufficialmente riconosciuto il “Disturbo da uso di caffeina” come un vero problema di salute.






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