Covid, con la pandemia l’ansia raddoppiata tra i giovani

Dic 13, 2020 | Altre Notizie | 0 commenti

Di Marco Staffiero

Distanziamenti, scuole a distanza, palestre chiuse. I cambiamenti radicali delle abitudini, stanno mettendo in pericolo il sistema nervoso delle persone. Un maxi-studio condotto presso l’Università di Bristol e pubblicato pochi giorni fa sul British Journal of Psychiatry, parla chiaro: i livelli di ansia sono raddoppiati in era Covid nei giovani adulti.  Ne soffre quasi uno su 4, mentre prima della pandemia i casi di disturbi d’ansia si assestavano intorno a uno su 8 giovani di 27-29 anni.  La ricerca ha coinvolto due gruppi distinti di giovani adulti, circa 14.500 arruolati dalla nascita in uno studio longitudinale, e poi altri 4000 mila partecipanti a uno studio indipendente. Ebbene è emerso che, sin dall’inizio della pandemia e già con il primo lockdown il 24% del campione (quasi uno su 4) manifestava disturbi d’ansia. Nello stesso periodo degli anni precedenti era il 13% del campione a soffrire di ansia. Le categorie più vulnerabili sono risultate le donne, le persone con un’occupazione non stabile, gli individui che vivono da soli, persone con disturbi pregressi come la depressione. L’aumento della diffusione dell’ansia è risultato coerente in entrambi i campioni e persistente anche alla fine del lockdown nella prima ondata pandemica; i due gruppi saranno esaminati di nuovo entro fine anno per verificare la situazione in questa seconda ondata pandemica. Spesso bombardati da continue notizie negative e distruttive, per molti rimane facile cadere nella “grotta” della depressione. E’ doveroso creare fiducia, speranza nelle persone. Un recentissimo studio su 69 milioni di cartelle cliniche delle quali 62.354 con diagnosi di Covid-19, condotto dal Dipartimento di Psichiatria dell’Università di Oxford (USA), pubblicata sulla rivista The Lancet Psychiatric, descrive chiaramente la situazione: una persona su cinque ha disturbi psichiatrici tra 14 e 90 giorni dopo la diagnosi di Covid-19. “Un dato scientifico di grande rilevanza – ha commentato Massimo Cozza, psichiatra e direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL Roma 2, il più grande dipartimento di salute mentale metropolitano d’Italia con un bacino d’utenza di circa 1,3 mln di abitanti – che conferma, a fronte della nuova diffusione della pandemia nel nostro paese, la necessità di implementare la capacità di risposta della rete pubblica della salute mentale delle Asl”. Con questa seconda ondata pandemica, spiega Cozza, “oltre ai disturbi di ansia, da stress e insonnia, si stanno anche evidenziando depressione e sentimenti di rabbia, che non si rilevavano nella prima fase epidemica. Ciò è dovuto al perdurare di questa situazione critica”. LOrganizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato, che nel 2020 la depressione sarà il disturbo mentale più diffuso al mondo e la seconda malattia più frequente dopo le malattie cardiovascolari.

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