Culle vuote e crescita zero: a Rieti il confronto sul legame nascosto tra
PMI e natalità
Il Tavolo Nazionale della Produttività accende i fari su uno studio scientifico
che unisce per la prima volta politica industriale e natalità.
Da oltre trent’anni l’Italia si trova intrappolata in due crisi strutturali apparentemente parallele:
il drammatico crollo delle nascite e una produttività del lavoro bloccata alla metà degli anni
’90. Finora, la politica, le istituzioni e l’accademia hanno trattato la crisi demografica e la
competitività economica come compartimenti stagni, affrontandole con strumenti separati.
Una lacuna che viene oggi colmata da una nuova evidenza scientifica.
Il prossimo 16 giugno 2026, Rieti ospiterà il Tavolo Nazionale della Produttività, l’evento
pubblico territoriale che si terrà presso lo spazio “100xCentro”, in piazza san Rufo, centro
d’Italia. L’iniziativa, punto di riferimento per il dibattito sullo sviluppo locale, è promossa
dall’Associazione Entrobordo e dal suo centro di ricerca socio-economico, il Centro Studi
ProduttivItalia, in stretta sinergia con AEPI (Confederazione delle Associazioni Europee di
Professionisti e Imprese) e ANGI (Associazione Nazionale Giovani Innovatori).
L’anteprima: l’effetto delle mPMI sulle nascite
Il fulcro dell’evento sarà la presentazione della ricerca “Quando la produttività frena la
natalità: il caso delle mPMI in Italia. Relazioni tra demografia, lavoro e sviluppo
economico”, commissionata dal Centro Studi ProduttivItalia e realizzata in collaborazione
con il GSSI – Gran Sasso Science Institute di L’Aquila.
Lo studio, basato sull’analisi di un panel di oltre 6.000 comuni italiani nell’arco di quasi un
decennio, scardina i vecchi paradigmi. I ricercatori sono riusciti a isolare ed evidenziare,
attraverso un rigoroso modello statistico ed econometrico, un nesso causale diretto: le
micro, piccole e medie imprese sul territorio non sono semplici spettatori delle dinamiche
demografiche, ma le determinano attivamente. “La produttività non può più essere
considerata un mero indicatore tecnico. Parlare di produttività significa toccare la carne viva
della quotidianità: i salari reali, la fuga dei giovani talenti all’estero e la scelta profonda di
formare una famiglia”, osserva Marco Travaglini, Presidente di ProduttivItalia. “Il 16 giugno
presenteremo un cambio di paradigma totale: dimostreremo che le mPMI, che costituiscono
il 99,9% del nostro tessuto produttivo, sono la più potente e inaspettata leva demografica a
disposizione dei policy maker. Investire in innovazione, competenze e valore d’impresa
significa, concretamente, investire sul futuro della popolazione”. I dettagli numerici e
l’impatto di questa equazione scientifica verranno ufficialmente discussi proprio durante i
lavori di Rieti.
Perché Rieti: dall’Umbilicus Italiae un manifesto per il Paese
La scelta di Rieti per lanciare questa sfida nazionale risponde a una logica precisa. Il Tavolo
della Produttività non è un semplice convegno accademico, ma un laboratorio politico e
territoriale volto a unire istituzioni, imprese, università e corpi intermedi. Piazza San Rufo,
nel cuore del centro storico reatino, è storicamente identificata come l’Umbilicus Italiae. Da
questo centro geografico e simbolico, l’evento mira a far partire un nuovo modello di
sviluppo integrato, che si tradurrà in un paper finale e in linee guida operative destinate al
Governo e ai decisori locali.
Al Tavolo siederanno diversi attori del mondo economico, dell’innovazione e delle istituzioni
per discutere su nuove strategie che possano far ripartire sia il PIL che la demografia del
Paese.






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