Ed alla fine sono giunte anche le dimissioni della presidente di ASM, allungando l’infinita diaspora dell’amministrazione del “Siamo tutti sindaco”; dopo gli assessori Cecilia e Di Paolo, dopo la segretaria comunale del rinnovamento (che oggi scopriamo essersi elargita anche una cospicua buonuscita, alla faccia dei sacrifici e del taglio alle spese) è il turno di una delle colonne portanti del sistema Petrangeli, donna di fiducia ed anima economica della sinistra reatina.
E se ne va certificando l’ennesimo fallimento dell’attuale amministrazione, l’ennesimo proclama rimasto aria al vento. La Bufacchi se ne va perchè è consapevole che l’incapacità amministrativa del sindaco del mettici del tuo, le divisioni insanabili dell’attuale maggioranza, stanno decretando la fine drammatica della società comunale, e non vuole assumersene la responsabilità.
Triste ed indecoroso l’epilogo dell’avventura di un sindaco che sarà ricordato per una campagna elettorale a colori, per un mare di speranze disattese, per aver fatto cantare bandiera rossa davanti a S.Antonio e qualche passeggiata in bicicletta. Il fallimento senza scusanti dell’esperienza di governo di una sinistra che ha dimostrato per l’ennesima volta di non avere le capacità per guidare un comune, impastoiata come è tra ideologia e personalismi, priva di una cultura di governo o di radicamento sociale reale.
Sullo sfondo le tante occasioni perse, le decisioni mai prese, l’analfabetismo amministrativo che hanno lasciato ancora senza risposta le tematiche centrali per lo sviluppo: dal completamento della Rieti-Torano, ai piani di attuazione del PRG, al destino delle aree industriali. Ma evidentemente era più importante ribadire la propria identità ideologica che creare posti di lavoro: è da sempre la grande contraddizione della sinistra italiana e reatina, passata da Nilde Iotti a Vladimir Luxuria, dalla difesa dei diritti degli operai alle barricate per i Rom. E nel frattempo la gente non mangia. Ma certo oggi se gira per Rieti trova le targhe delle passeggiata della memoria, e sarà pure a stomaco vuoto ma sicuramente si sentirà rinfrancata dal ricordo della resistenza.
Chicco Costini
Area Prima l’Italia Rieti






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