Distretto della Montagna, la FLAI CGIL scrive a Melilli

Ott 3, 2011 | Economia, Politica | 0 commenti

Lettera aperta al Presidente della Provincia di Rieti, Melilli sul tema della Societá del Distretto della Montagna.

Caro presidente,

abbiamo letto con interesse la dichiarazione da lei rilasciata sulla convocazione dell’assemblea degli azionisti della Societá del Distretto della Montagna.

Come lei anche la Cgil di Rieti, e la Flai, esprime preoccupazione sulla piega che può prendere la SpA Distretto della Montagna.

Essa può diventare da opportunitá per il ridisegno dei territori montani del Lazio ad una ennesima iattura da parte del sottobosco politico ed amministrativo ai danni della nostra Provincia.

Se vogliamo che ciò non accada, secondo un nostro avviso, bisognerebbe però avere più coraggio, e dire che va capovolto il modello che fin qui ha governato questo delicato territorio dell’Appennino.

Vogliamo partire dalla impostazioni che si era data la Regione Lazio con il Psr, i Pit ed i Pif, che ad un comune cittadino potrebbero sembrare un gioco da deficienti, e che invece nella presunzione di chi li ha ideati, avrebbero dovuto aggirare il potere di veto dei politici locali e che ha finito per alimentarli, rafforzando una idea, ideologia del tutto distorta che i privati avrebbero fatto meglio?

Beh così non è stato, e alla luce dei fatti milioni di euro si sono riversati nelle tasche di ÏimprenditoriÓ che non hanno aumentato di un solo posto di lavoro l’occupazione della Provincia o della Regione.

A qualcuno risulta che i boiardi feudali locali della politica e delle amministrazioni nel frattempo siano scomparsi e che si respiri aria nuova?

A noi non pare, anzi?

Tuttavia c’è necessitá di liberare il nostro territorio da questo regime feudale che vige da troppi anni, c’è necessitá di liberare i vincoli che tengono imprigionate le valli ed il territorio reatino, i cittadini debbono entrare a pieno titolo in questo processo.

Se l’unica democrazia che sembra tenere è quella economica, dove gli interessi possono bilanciarsi in un sistema socio-economico rinnovato, allora il Distretto della Montagna SpA, non può essere un affare tra forze politiche, ma deve essere lo strumento dove si strappa il giogo che tiene nel sottosviluppo il reatino.

Cgil Cisl e Uil hanno avanzato proposte, che lungi dal voler essere salvifiche, hanno però indicato un percorso da seguire.

Quello della costruzione di un modello diffuso, democratico, partecipato, di condivisione degli interessi e dei rischi partendo dalle risorse delle valli e dei territori marginali, un modello consortile di cittadini proprietari che pu? aprire il territorio agli investimenti, disegnando un futuro compatibile per questa provincia, insomma Presidente ci sarebbe molto da fare, da sperimentare, da provare per cambiare realmente la prospettiva.

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