di Marco Staffiero
Una sana alimentazione è fondamentale per la cura del nostro benessere. Per questo,oltre il 40% delle famiglie ritiene cruciale il valore educativo della scuola dal punto di vista alimentare. E’ quanto emerge con la ricerca “La qualità del servizio di ristorazione scolastica nella percezione dei genitori” condotta da Elior, realtà operante in Italia nella Ristorazione Collettiva, in collaborazione con Swg. Lo studio è stato illustrato in occasione della presentazione del paper “Il contributo della ristorazione collettiva al benessere e alla sostenibilità delle generazioni future” realizzato da The European House – Ambrosetti che evidenzia 8 policy proposal finalizzate al miglioramento del servizio, in un’ottica di maggiore qualità e contributo alla diffusione di corrette abitudini alimentari. Dallo studio Swg emerge che oltre il 70% degli intervistati mostra particolare attenzione alla qualità del cibo consumato, quasi uno su cinque ammette di non riuscire a gestire correttamente l’alimentazione dei figli a casa e quasi il 25% evidenzia abitudini scorrette. La maggioranza delle famiglie si ritiene soddisfatta del servizio mensa e la totalità del campione ritiene che, a fronte di quanto erogato, il pasto dovrebbe avere un costo di almeno un terzo in più rispetto ai valori attuali. A conferma della centralità della refezione scolastica, due famiglie su tre indicano come la qualità di questo servizio sia stato un fattore determinante nella scelta della scuola da far frequentare ai figli. “In Italia- commenta Valerio De Molli, Managing Partner & Ceo di The European House – Ambrosetti- 1 bambino su 2 non ha accesso al servizio di mensa scolastica. Investire nella ristorazione collettiva scolastica potrebbe produrre nel lungo termine impatti rilevanti per il sistema-Paese, stimiamo che dare un pasto giornaliero a scuola, basato su una dieta equilibrata, potrebbe generare un risparmio di 8,9 miliardi di euro per il Sevizio Sanitario Nazionale considerando i soli bambini obesi che ad oggi non accedono al servizio” . Doveroso ricordare, che secondo uno degli ultimi rapporti dell’Unicef, dal 2000 al 2016, la percentuale di bambini sovrappeso fra i 5 e i 19 anni è raddoppiata da 1 su 10 a circa 1 su 5. Nel nostro paese la percentuale di bambini sovrappeso fra i 5 e i 19 anni è del 36,8%, con un aumento del 39,1% rispetto al 1990. In Europa orientale e in Asia centrale 1 bambino su 7 sotto i 5 anni è in sovrappeso. Rispetto al 1975 il numero di bambini e ragazzi in questa fascia d’età che soffrono di obesità è 10 volte maggiore per le ragazze e 12 per i ragazzi. Per esempio, il rapporto dimostra che il 42% degli adolescenti che vanno a scuola in paesi a basso e medio reddito consuma bibite zuccherate gassate almeno una volta al giorno e il 46% mangia cibo da fast food almeno una volta a settimana. Questi tassi aumentano al 62% e al 49%, rispettivamente, per gli adolescenti nei paesi ad alto reddito.






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