FARMACIA GIOVANNETTI
Quando le istituzioni dimenticano le persone: la voce di un dipendente lasciato solo
Il 23 dicembre, a pochi giorni dal Natale, alcune persone hanno perso improvvisamente il proprio lavoro, senza che nessuna istituzione ritenesse necessario esprimere solidarietà, aprire un confronto o farsi carico delle conseguenze umane di una decisione amministrativa. Emerge a chiare note dalla lettera inviata da un dipendente della Farmacia Giovannetti di Torricella in Sabina al Prefetto di Rieti che sottolinea anche come “Colpisce, in particolare, il silenzio totale di chi avrebbe dovuto tutelare i lavoratori: nessuna parola dall’Ordine dei Farmacisti, nessuna presa di posizione pubblica, nessuna attenzione alla ricaduta sociale di una scelta che ha lasciato interi nuclei familiari nello sconforto, proprio alla vigilia delle festività”.
Questa lettera non chiede favoritismi, ma equità, coerenza e umanità.
Eccellentissimo Prefetto, Dott.ssa Pinuccia Niglio,
facendo seguito alla vicenda della farmacia del dott. Giovannetti, tengo a precisarle, con dispiacere e disappunto, che nessuno ha speso parole di solidarietà nei confronti dei dipendenti della farmacia di Torricella.
Infatti, se pur legittimi gli atti inoltrati alla farmacia Giovannetti dal Comune di Torricella, che comunque verranno opposti nelle sedi opportune, onde far valere che farmacie collocate nei comuni della provincia di Rieti si trovano in situazioni perfettamente analoghe rispetto a quella del dott. Giovannetti, senza che nessuno abbia obiettato alcunché, stride che nessuna autorità abbia tenuto in considerazione, in particolar modo l’Ordine dei Farmacisti di Rieti al quale sono iscritto, la vicenda dei dipendenti farmacisti e degli altri operatori che lavoravano nella farmacia di Torricella.
Mi dispiace constatare la mancata sensibilità nei confronti dei lavoratori che hanno perso il proprio posto di lavoro, sensibilità che invece si riscontra, anche con grande eco mediatico, in vicende analoghe di chiusura di attività nella provincia di Rieti dove vengono aperti tavoli di confronto.
“Questa lettera mette nero su bianco una verità scomoda: la legittimità formale degli atti non può cancellare la responsabilità morale e sociale delle istituzioni.
Il 23 dicembre non è una data neutra. È un momento dell’anno in cui la perdita del lavoro non è solo economica, ma emotiva, simbolica, devastante. Eppure:
• nessun tavolo di confronto è stato aperto;
• nessuna parola pubblica di vicinanza è stata pronunciata;
• nessun organismo di rappresentanza professionale ha ritenuto di intervenire.
L’Ordine dei Farmacisti di Rieti, chiamato in causa direttamente, appare completamente assente. Un’assenza che interroga sul significato stesso della tutela professionale, quando questa non si estende alle persone ma resta confinata alla burocrazia.
Questa vicenda non riguarda solo una farmacia o un comune. Riguarda il modo in cui vengono trattati i lavoratori quando diventano “effetti collaterali” di decisioni amministrative”.






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