FRANCESCO MAIORANA, AVVOCATO INNAMORATO DEL BASKET, ILLUSTRA IL SUO RUOLO COME PRESIDENTE DI LNP

Gen 11, 2024 | Basket, Sport | 0 commenti

FRANCESCO MAIORANA, AVVOCATO INNAMORATO DEL BASKET, ILLUSTRA IL SUO RUOLO COME PRESIDENTE DI LNP

RIETI – Francesco Maiorana è il nuovo Presidente di Lega Nazionale Pallacanestro. Maiorana ha 53 anni ed esercita la professione di avvocato. E’ nato a Spilimbergo, da madre friulana e da padre calabrese, ma vive e risiede ad Udine e, ovviamente, è un amante del basket.

Come nasce la candidatura di Francesco Maiorana a Presidente di LNP?

Ho avuto una precedente esperienza come componente del Consiglio Direttivo e, poi, come presidente di una società di B. Successivamente ho fatto parte del Cda della Apu Udine, candidandomi come consigliere. La sospensione di Basciano mi ha portato ad esercitare le funzioni di Presidente come suo Vicario. In occasione delle recenti elezioni, anche per esperienza professionale come avvocato, sono stato sollecitato alla candidatura, la campagna elettorale è andata bene e sono diventato presidente di Lnp.

Qual è stato il suo impatto con il ruolo ricoperto e con i componenti del Consiglio, non ultimo con Roberto Pietropaoli?

Vivo le mie esperienze molto d’intuito e così è accaduto anche in questo caso. L’esperienza con Roberto è stata subito imponente: lui ha idee, ha competenza e letture; ho scelto consiglieri di qualità tra i quali Roberto e Santoro di Cantù. Abbiamo cominciato con entusiasmo questo anno di lavoro insieme con tutto il Consiglio Direttivo e vogliamo fare molto e bene.

Che cosa si aspetta dal nuovo Consiglio?

Resteremo in carica soltanto per un anno, ma questo è un anno importante  che coincide con l’introduzione della riforma dello sport di valore copernicano in quanto tutte le società sportive diventano datori di lavoro, sia in termini di responsabilità che di costi. Stiamo lavorando su questa riforma, stipulando accordi-quadro con le associazioni di categoria quali Giba e Usap che portiamo avanti come consiglio direttivo per la giusta adattabilità al sistema di tutte le componenti; dopo di che l’intento è quello di dare ancora maggiore visibilità al movimento LNP che ha incrementi ad ogni anno. Nell’ottica della visibilità proprio Roberto ha avuto la brillante idea di proporre la disputa della fase finale della prossima Coppa Italia a Roma. Lui ha lanciato l’idea, e tutti l’abbiamo condivisa con entusiasmo. Portare la finale al PalaTiziano appena ristrutturato, nella Capitale, manifesta la nostra intenzione di essere presenti nelle grandi città per far conoscere la nostra pallacanestro. Il Presidente della Fip, Petrucci, ha dato il suo appoggio entusiasta all’iniziativa.

Quali sono i rapporti tra Fip e LNP?

Nella Fip ho trovato persone professionali e molta attenzione al confronto. E’ importante che, nel rispetto reciproco dei ruoli, ci sia un rapporto costruttivo, soprattutto per quanto riguarda la riforma dello sport, una giusta applicazione ed una coerente applicazione delle nuove norme che devono essere uno spunto di crescita e non costituire un onere. Il nostro, come il calcio e come pochi altri in Italia, è uno sport professionistico nel quale non bastano più i mecenati. Serve l’organizzazione del lavoro e di società ben strutturate. Non possiamo non considerare il business che, negli sport professionistici, è il futuro per garantirsi visibilità. A questo proposito è importante poter disporre di strutture – i palasport – ove possibile nuovi ovvero ristrutturati, ma anche la concessione pluriennale di gestione, come quella che ha avuto la Real Sebastiani a Rieti, è determinante.

Quali le prospettive in termini di rapporto con le televisioni? C’è l’idea di avere un canale dedicato piuttosto che proseguire in streaming?

Il nostro scopo è quello di portare il movimento alla cessione dei diritti televisivi, ma per farlo non è banale l’esito di un percorso che stiamo intraprendendo, con uno studio del mercato, degli eventi ecc. Il mondo è cambiato, le nostre categorie, la serie A2 e la B Nazionale non sono ancora meritevoli di un canale dedicato poiché, per averlo, dobbiamo pagare noi e non essere pagati. Serve valorizzare il prodotto, poi immettersi sul mercato e cederlo; questo è arduo per la LBA, figuriamoci per noi. Non è una questione di breve durata, ma serve del tempo.

Non trova opportuna una modifica dei regolamenti sui visti agli atleti stranieri? Avere l’opportunità di godere di un altro visto in A2 – magari solo in stato di bisogno – sarebbe un incentivo o, ancora, inserire un comunitario oltre ai visti?

Il Coni ha contingentato a due soli, i visti fruibili e ciò limita gli investimenti nel basket. La riforma della serie A2 che giungerà a regime il prossimo anno con sole  20 squadre, però, ci regalerà una maggiore disponibilità del numero dei visti contingentati dal Coni. Così, in caso d’infortunio, si potrà optare per una sostituzione, con quasi un visto in più per ogni squadra.

Come spiega l’ingaggio di Roderick da parte della Npc? E’ la sola squadra ad avere un giocatore americano in B Nazionale?

In questo caso la competenza non è della Lega (LNP), bensì della Fip e le norme federali sono aperte alla libera circolazione delle persone. Un extracomunitario (come Roderick, ndr) entra in Italia con un visto non contingentato, ma è un visto di studio e, quindi, autorizzato. Il tesseramento richiesto ed ottenuto dalla Npc è conforme alle norme federali. La Fip, però, non è un’entità avulsa dal mondo cestistico, osserva e poi regolamenta e, credo, questo farà a venire.

Quando sarà a Rieti?

Spero di essere presto a vedere la realtà di Rieti, è una piazza storica della pallacanestro italiana, come Vigevano e come Livorno. Domenica scorsa sono stato a Livorno per il derby di B Nazionale ed è stato uno spettacolo unico, con 8000 persone sugli spalti. Sono curioso di trovarmi a Rieti e spero di esserci quanto prima.

(VALERIO PASQUETTI)

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