pomeriggio di sabato 8 aprile, Gioventù Nazionale Rieti ha realizzato un flash mob difronte l’ex Piaggio, in viale Maraini. Striscioni e fumogeni per protestare contro la mancata gestione delle politiche giovanili dell’amministrazione Petrangeli, che nel corso dei cinque anni passati è stata capace di vanificare tutte le conquiste ottenute negli anni precedenti.
La Regione Lazio di concerto con le amministrazioni locali ha istituito strumenti di coinvolgimento, rappresentanza, informazione e stimolo per i giovani residenti sul territorio. L’esperienza del centro giovanile, nato proprio all’ex Piaggio con l’amministrazione Cicchetti, l’informagiovani, l’Eurodesk, fino al riconoscimento del Consiglio Comunale dei Giovani di Rieti come organo ufficiale di rappresentanza di tutti i giovani tra i 15 e i 25 anni della città, hanno fatto di Rieti e del Lazio un modello virtuoso nell’ambito delle politiche giovanili e del coinvolgimento delle nuove generazioni nella vita della comunità.
In questi cinque anni la giunta Petrangeli, al grido di “Rieti non è una città per giovani”, ha impoverito la nostra città svilendo il ruolo della nostra generazione, svuotando questi strumenti fino ad arrivare addirittura a non celebrare le elezioni del Consiglio dei Giovani; probabilmente per evitare che noi giovani della destra identitaria, sempre vittoriosi nelle competizioni elettorali precedenti, potessimo avere voce in capitolo nell’amministrazione comunale. Ma questa non era forse la giunta di Libertà e Partecipazione? Di Democrazia e Coinvolgimento? Al Consiglio dei Giovani è stata sostituita, contravvenendo oltretutto a una norma regionale, una consulta di cui non si conosce né l’operato, né i membri, con la classica logica del tutti e nessuno. Noi avremmo voluto competere legittimamente e democraticamente per far valere le nostre ragioni e per creare uno spazio di dialogo e sano confronto con tutta la generazione che rappresentiamo: questo ci è stato impedito da chi si riempie la bocca di partecipazione e democrazia, ma che in realtà per cinque anni si è chiuso dentro le stanze del Comune, decidendo privatamente del futuro di una generazione e di una città. Non c’è da meravigliarsi che giovani scappino da Rieti, se il sindaco e l’amministrazione non hanno fatto altro che escluderli da ogni processo decisionale e di collaborazione.
Come su tutti i temi scomodi, vedi Terminillo, la logica di Petrangeli è stata utilizzare qualche giovane consigliere come scudo umano e vittima inconsapevole di non politiche e non investimenti in modo da scaricare su di essi tutte le responsabilità. Il delegato alle politiche giovanili Bizzoca, che non ha avuto nemmeno l’onore di gestire un assessorato e dei capitoli di bilancio, rappresenta oggi il fallimento delle politiche in favore dei giovani di questa amministrazione, ma la colpa che gli riconosciamo è solo nell’incapacità di pretendere e di difendere le esigenze dei suoi coetanei, vittima e carnefice al tempo stesso senza nemmeno rendersene conto.
“L’esperienza Petrangeli si è già conclusa e siamo certi che non si ripeterà, Antonio Cicchetti avrà un compito ed un onere importante, quello di far tornare i giovani reatini a credere in un futuro per questa città.”- spiega Alessandro Federici, responsabile provinciale di Gioventù Nazionale- “I primi interventi che ci aspettiamo in relazione a questo tema delicato sono la celebrazione delle elezioni del Consiglio Comunale dei Giovani, l’istituzione di un assessorato alle politiche giovanili e il coinvolgimento e la formazione di una nuova classe dirigente che possa guidare la città negli anni futuri. Nei momenti di difficoltà sono i giovani che devono mettersi davanti e assumersi la responsabilità di guidare una comunità.”






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