Purtroppo nonostante gli sforzi profusi dobbiamo annunciare di aver perso un’importante battaglia. Infatti il Sindaco Carconi, la Giunta e la maggioranza consiliare di Poggio Nativo nel Consiglio comunale straordinario convocato per lunedì 9 febbraio ore 12.00 intendono autorizzare la costruzione di un Impianto privato di recupero dei rifiuti inerti, ovvero la distruzione di ben 45.000 mq di terra agricola in uno dei posti più belli dal punto di vista paesaggistico della frazione di Casali. Abbiamo cercato sin dal nostro insediamento, sapendo che era già in corso il procedimento autorizzativo di far ragionare i nostri colleghi ma purtroppo si sono rivelati sordi a qualsiasi richiamo.
Scendendo nel dettaglio dell’operazione accade che nel agosto del 2013 la Società R.E.S.S. Srl oggi denominata RECUPERO ECOLOGICO SERVIZIO SMALTIMENTO RIFIUTI INERTI nella persona del suo rappresentante legale Z.G. inoltra al comune un’istanza per la realizzazione e la messa in esercizio di un impianto di trattamento di rifiuti inerti. Il Comune prende atto e convoca la conferenza dei servizi per aquisire i pareri necessari su vincoli paesaggistici-ambientali e urbanistici, fermo rimanendo che in base alle Linee guida regionali, trattandosi di rifiuti non pericolosi (ovvero si dichiara che non verranno smaltiti amianto, piombo etc..) l’autorizzazione spetta al Comune. L’area su cui si intende costruire l’impianto è molto vasta, ben 45.000 mq in località Fontenocera, in zona agricola come previsto dal PRG comunale.
E’ solo un caso poi che un mese prima, nel luglio del 2013 sempre il sig. Z.G. questa volta in veste di rappresentante legale della Costruzioni srl abbia presentato al comune un’altra istanza in cui si dichiara disponibile a cedere in affitto al Comune un terreno di circa mq. 2.100, confinante con l’area su cui realizzerà l’impianto di inerti, al prezzo di 500 euro annui mediante concessione ventennale, visto che il Comune ha in progetto la realizzazione di un ecocentro comunale e di un impianto di compostaggio di comunità grazie ad un finanziamento regionale del 2012 di circa 192.000 euro. Il comune “vista la complessità della documentazione richiesta rispetto al sito inizialmente proposto” cit. testualmente, prende atto e convoca una seconda conferenza dei servizi. Notiamo poi che casualemente il nuovo progetto del Comune, visto il cambio del sito, è affidato allo stesso studio e allo stesso ingegnere che ha presentato il progetto per l’impianto di rifiuti inerti della privata Società.
La nostra opposizione al progetto è ferma in quanto riteniamo che nei terreni confinanti e circostanti insistono abitazioni e coltivazioni agricole di pregio quali gli uliveti. Tale attività provocherebbe inevitabilmente un’alterazione dell’impatto visivo-paesaggistico, un disturbo dell’habitat faunistico nonché danni dovuti alla ricaduta di polveri sulla flora e sulle coltivazioni agricole. Tale attività inoltre produce emissioni diffuse in aria di polveri sottili (polveri di cemento) generate nella fase di movimentazione, stoccaggio, lavorazione e deposito degli inerti, nonché dal traffico degli automezzi che trasportano i meteriali destinati all’impianto; produce rumore, legato alla lavorazione dei materiali e necessita di una notevole quantità di acqua con il rischio di trasporto durante le piogge e percolazione nel suolo di sostanze inquinanti. Ciò potrà quindi mettere in pericolo la salute dei cittadini residenti in zona. L’area proposta poi collocandosi al centro di un’ampia vallata, vede il facile incanalarsi di correnti di vento che incrementano la movimentazione di polveri ed il rischio per i cittadini che abitano nelle vicinanze oltre che per lavoratori della medesima azienda. Infine la presenza di tale impianto produrrà di certo un danno al valore economico delle abitazioni e terreni circostanti.
Ricordiamo ai colleghi consiglieri che lunedì si assumeranno la responsabilità di tale scelta che il Comune è l’ente locale che rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne propone lo sviluppo; al Sindaco che egli è responsabile della tutela della salute pubblica e che per il Comune debbono prevalere l’interesse alla conservazione del patrimonio ambientale e la tutela della salute pubblica rispetto all’interesse economico del privato.
I consiglieri di minoranza di Poggio Nativo
Veronica Diamilla, Livio Guidi e Moreno Giuliani






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