RIETI – Il PalaSojourner è rinato a nuova vita. In città pochi o, forse sì, qualcuno ha anche apprezzato che la gloriosa arena di Villa Reatina si sia rifatta il trucco, però nessuno ha proferito verbo: non gli addetti ai lavori; non le società coinvolte nell’utilizzo della struttura, Npc in primis; non le istituzioni e gli enti, pubblici o privati che siano; quanto ai rappresentanti istituzionali – ad eccezione della Provincia – sarà bene stendere un velo. Il sindaco di questa città – decisamente il presenzialismo non è un suo fiore all’occhiello – mai è stato visto assistere ad una sola partita di serie A2 della Sebastiani. Sovente, invece, è presente il vescovo Piccinonna. Viceversa chi è animato da buona volontà e da spirito costruttivo, chi fa del basket la propria vita come il proprio lavoro, non ha potuto non apprezzare la profonda opera di restyling del palasport. Alex Finelli, tra gli allenatori più apprezzati in Italia, è stato a Rieti – sponda Real Sebastiani – nella stagione 2020-2021. Finelli è tornato in città qualche settimana or sono alla guida di Treviglio e le prime affermazioni da lui proferite hanno riguardato proprio il PalaSojourner. “Ho trovato il palasport in perfette condizioni – ha detto Finelli – Due anni fa, con la mia Sebastiani, era in uno stato miserevole, dentro e fuori. Oggi ho rivisto la stessa struttura che frequentai da avversario, nel primo decennio del nuovo millennio, ai tempi della Nsb di Papalia. Gli spogliatoi che erano in condizioni pietose, sono tornati come nuovi; così gli impianti elettrici ed idraulici. Non ci sono più prese della corrente appese al nulla, né perdite d’acqua con muffa in ogni dove. Lo stesso dicasi per la pertinenza del palasport: immondizie ed erbacce, vecchi materiali di risulta, tutto è stato rimosso. Ho apprezzato anche la riverniciatura esterna, oltre che interna. E, poi, splendide gigantografie che narrano la vostra epopea cestistica. Veramente bello: ma chi è stato l’artefice di questa rinascita?”. Ecco, probabilmente pochi sanno o, piuttosto, tutti sanno, ma i più interessati ed i più coinvolti – soprattutto costoro – fingono di non sapere che ciò sia merito esclusivo della Real Sebastiani e, più propriamente, del suo patron, Roberto Pietropaoli che “governa” il PalaSojourner con la diligenza del buon padre di famiglia. Pietropaoli ha preso in gestione la gloriosa arena di Villa Reatina soltanto da pochi mesi, aggiudicandosi – nella qualità di unico partecipante – la gara bandita dall’ente proprietario che è la Provincia di Rieti. Il contratto stipulato con l’amministrazione territoriale prevede che il concessionario adempia taluni obblighi (quali il rifacimento del parquet di gioco, ma entro 3 o 4 anni). Non impone, però, tutto ciò che Roberto Pietropaoli ha avuto la cura e l’amore di realizzare: di tasca propria; senza accedere ai proventi di enti, associazioni e fondazioni – men che meno la Fondazione Varrone! – di vario genere. Nulla di tutto questo era dovuto, ma nessuno si è sentito in animo di rivolgere un pur semplice e pubblico, ma sentito: “grazie!”, alla Real Sebastiani ed al suo proprietario. Il celebre: “nemo propheta in patria”, trova nella Real Sebastiani ed in Roberto Pietropaoli una conferma. Non accade lo stesso fuori dal territorio di questa provincia laddove Roberto Pietropaoli e la “sua” Sebastiani (ma “Sebastiani” non era il nome del basket di questa città? Quello conosciuto non soltanto in Italia, ma anche in Europa? Quello che ha raccolto due semifinali scudetto, due finali di Coppa Korac ed una vinta?) sono stimati ed assurgono ad esempio da emulare per molti altri club. Domenica scorsa, dopo la partita vinta avverso Casale Monferrato e dopo tutto quanto è accaduto a soli 3 decimi dalla fine, un parapiglia che ha indotto i direttori di gara a minacciare la sospensione del match con l’alea di perdere la partita e che è costato una multa di 2500 euro, Roberto Pietropaoli ha ricevuto un’epistola di encomio dal sodalizio piemontese che citiamo soltanto in minima parte: “Presidente, ti siamo grati per la splendida accoglienza che è stata riservata alla nostra squadra. Poche società sono come la tua, devi essere orgoglioso del tuo imprinting come devi esserlo di tutti i tuoi collaboratori”. (Valerio Pasquetti)






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