RIETI – La sconfitta subita dalla Real Sebastiani in gara3 della semifinale play off contro l’Acqua San Bernardo Cantù spegne i sogni della Rieti dei canestri, ma non fa male. Tutti erano consapevoli che i brianzoli l’avrebbero avuta vinta. Si è confermata troppo forte, competitiva, profonda ed intensa la formazione ben allenata da Brienza che, seppur soffrendo, alfine ha avuto la meglio, imponendosi con un perentorio 3 a 0! Roberto Pietropaoli che solitamente sprigiona apertamente tutta la propria tensione, ha seguito la gara seduto, al fianco della consorte, signora Antonella che mai ha abbandonato. Egli, come tutti, ben sapeva che sarebbe stata comunque una festa: certo, vi era la possibilità di condurre Cantù a gara4 e Rieti lo avrebbe pure meritato. Però è andata diversamente. La festa c’è stata a fine gara ed ha colpito positivamente tutti, in specie i diretti interessati. Il PalaSojourner – gremito come mai era accaduto nella corrente stagione – ha stentato a svuotarsi. Gli sportivi hanno ringraziato la squadra per lo splendido campionato disputato, con un risultato di altissimo profilo. “E’ stata la seconda semifinale consecutiva ottenuta in due stagioni – commenta Alessandro Rossi – Oggi nella serie A2 più competitiva degli ultimi 10 anni o, forse, di sempre. Un bel successo del quale vado fiero. Lascio alla città che considero come “mia” una Sebastiani di gran livello, una squadra forte, competitiva, un gruppo coeso. Tutto questo, però, non sarebbe accaduto senza un presidente-proprietario come Roberto Pietropaoli e senza una società che tutti in Italia apprezzano per solidità, struttura organizzativa, serietà, programmazione”. Gli oltre 2000 spettatori presenti si sono soffermati lungamente ad applaudire ed encomiare tutti gli effettivi della propria squadra. E’ stato un plauso solidale che ha colpito i diretti interessati. Alessandro Rossi, acclamato come un vincitore, è stato il mentore di questa bella avventura amaranto celeste. “Non mi aspettavo tutto questo calore – commenta con gli occhi lucidi Rossi – Sono rimasto colpito ed emozionato ad un tempo”. Anche alcuni tra gli storici supporters della Npc, hanno seguito il match contro Cantù. E’ stato un segnale di ravvedimento? I primi ad emendarsi, a dare un avviso di buon senso sono stati proprio “i bravi ragazzi” e, cioè, i calorosi ultras Npc, per l’occasione artefici di un gruppo unico con i colleghi della curva Terminillo. Bravi! I giovani hanno offerto il proprio esempio. E’ lecito, ammesso e plausibile tifare per la propria città, per la squadra che porta il nome storico – Sebastiani! -, ciò senza rinunziare a quel che è stato – la Npc – e che ancora è, seppure in tono assai dimesso. Roberto Pietropaoli ha il merito di aver restituito credibilità alla Rieti dei canestri senza accampare interessi di alcun tipo se non quello di rendere nuovamente grande la Sebastiani. La gente lo ha ben compreso, applaudendolo pubblicamente all’unisono col grido di: “c’è un presidente, soltanto un presidente!”. Roberto si è confermato “uno come noi”: uomo umile, semplice, ma intelligente, motivato, determinato e con il legittimo orgoglio di non volersi accontentare: mai! E’ con queste premesse che, già sabato, si riparte. Con una conferenza stampa che saluterà Alessandro Rossi (destinato in A1 a Treviso), forse utile per annunziare il suo sostituto che sarà Franco Ciani. (Valerio Pasquetti)






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