RIETI – Le notizie che giungono dalla pallacanestro nazionale dovrebbero illuminare in merito agli autentici prodigi che la Sebastiani Rieti – grazie a Roberto Pietropaoli – sta compiendo nello sport dei giganti. Il mondo della palla a spicchi deve ancora riprendersi dalla catastrofe-Trapani che già un altro sodalizio rischia di cadere nel precipizio e di sprofondare nel baratro. Il destino di una squadra del nord Italia – Bergamo – appare segnato. Così anche la serie A2 sembra ormai prossima a terminare la stagione corrente monca di un team. Eppure sia Trapani che Bergamo accampavano e dichiaravano una solidità economica che mai avrebbe lasciato presupporre un simile disastro. Trapani – grazie o per disgrazia? – di Valerio Antonini ha percorso un tragitto imperiale e, con un roster impressionante, ha prima ottenuto la promozione in LBA e, poi, ha potuto competere con le ricche e blasonate Olimpia Milano e Virtus Bologna. L’utopia – di questo si trattava – è durata soltanto un batter di ciglia poiché, nel breve volgere di un paio di mesi, la situazione dei siciliani è precipitata: Shark estromessi e, di fatto, radiati giusto come accadde nel 2009 alla NSB Rieti. Bergamo ha una squadra di calcio – l’Atalanta – capace di primeggiare non tanto nella ormai mediocre serie A italiana, quanto addirittura in Europa con il successo in Europa League. Giusto come accadde a Rieti con la Coppa Korac nell’ormai giurassico 1981! Eppure la bellissima ed opulenta città bergamasca non sembra in grado di reperire fondi per salvare il destino della formazione di basket, forse perché nata a Treviglio, emigrata ad Orzinuovi ed oggi morente nell’Orobia. In tutto questo psicodramma sportivo di caratura nazionale, Rieti e la Sebastiani sono un’isola felice: tuttavia nessuno o pochi, in città, se ne avvedono. Specialmente i tanti che si palesano nella qualità di vecchi innamorati o presunti intenditori della Rieti dei canestri (almeno 1000 persone!), per poi rifiutarsi di “abitare” il rinnovato, splendente PalaSojourner (sempre per la Pietropaoli-virtude) accampando esimenti stolte, sciocche, risibili. Viceversa il Prefetto di Rieti – Pinuccia Niglio – ed il comandante dei Carabinieri – Valerio Marra – sono diventati attenti osservatori ed affezionati tifosi della Sebastiani Rieti in soli due campionati. Qualcuno ancora lamenta la dipartita di Giuseppe Cattani e della sua NPC, oggi idonei a schierare ragazzi del 2008 in una D Regionale che è lontana parente della Minervini e della serie C che fu. La pallacanestro reatina, tuttavia, è soltanto la Sebastiani! Senza se e senza ma. Nessuno, men che meno Cattani, sarebbe mai in grado, oggi, di garantire alla città un campionato di A2. I costi – anche a causa degli obblighi contributivi introdotti due o tre anni fa – sono debordanti. “Schierare una squadra competitiva in A2 costa due milioni di euro per campionato – afferma Roberto Pietropaoli – Io e la Sebastiani garantiamo uno spettacolo cestistico e sportivo unico in tutto il Lazio, ma la città ed il pubblico non ci premiano. Ormai siamo ultimi nella classifica dei tifosi al nostro seguito, con 1200-1300 spettatori paganti (compresi gli abbonati, ndr) per gara. Poco, troppo poco per garantire ancora uno spettacolo di questo livello. Il prossimo anno non me la sento di garantire una formazione idonea a competere con le più forti della classe”. Rieti non si rende conto di ciò che la Sebastiani offre e di quello che la città rischia di perdere. La pallacanestro, nonostante tutto, resta ancora il primo sport con il quale – in Sabina – non altre competizioni sportive sono in grado di competere. Il basket come il teatro. In città tiene banco lo spettacolo che terrà D’Avenia al teatro Flavio e, per il quale, il Comune di Rieti spenderà 30.000 euro: troppi? No, assolutamente! Ciò al fine di abbattere il prezzo dei biglietti per i reatini a “soli” 20 euro quando, altrove, arrivano a 50 euro. “Se vogliamo davvero fare un salto di qualità in questa città – asserisce l’assessore allo spettacolo, Letizia Rosati, la quale sembra aver rubato le parole a Roberto Pietropaoli – dobbiamo accettare l’idea di portare personaggi di tale livello e che non è affatto semplice ottenere”. Dunque pallacanestro e teatro vanno a braccetto: calcare determinati palcoscenici e farlo con l’intento di primeggiare presuppone spendere denari che, al cospetto di piazze dello stesso calibro, sono alla portata di tutti. Gli sportivi reatini saranno sufficientemente illuminati da comprenderlo? Pensaci Giacomino. (Valerio Pasquetti)






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