RIETI – La Rieti dei canestri si appresta a vivere un play off per la promozione in serie A2. Ciò non accadeva dal 2018, stagione in cui la Npc di Giuseppe Cattani – per la prima ed unica volta nella sua breve storia -, conseguì l’accesso alle “gare senza un domani” grazie ad un roster di primissimo livello. Bobby Jones su tutti, Angelo Gigli, Tomassini, Toscano, Casini, Antino Jackson ed altri superarono i quarti di finale contro Forlì per poi inciampare in semifinale avverso Treviso che, non a caso, fu promossa in serie A1. Nella sua ultradecennale epopea cestistica, Rieti ha vissuto molteplici play off: dalla ormai lontanissima serie A1, alla serie A2 fino alla categoria cadetta. E’ viepiù raro che una squadra di questa piccola cittadina disputi le partite decisive per ascendere alla massima serie nazionale. Lo farà la Real Sebastiani di Roberto Pietropaoli. Gli amarantoceleste, giunti terzi a conclusione della regular season, saranno avversari di Rimini nei quarti di finale play off che avranno inizio sabato sera (PalaSojourner, gara-1, Rieti vs Rimini, palla a due ore 21). “Cominciamo quest’avventura godendo di una posizione privilegiata alla quale mai avrei creduto in avvio di stagione – spiega il capitano Marco Spanghero – Siamo giunti terzi in campionato e credo che ciò, stanti le premesse, debba essere considerato un risultato incredibile. Lo abbiamo conseguito all’unisono grazie ad una grande società, i dirigenti, i tecnici e, ovviamente, noi giocatori. Non avrei mai prestato fede nel raggiungimento del terzo posto che, invece, abbiamo meritato”. Con quali prerogative la Sebastiani Rieti si appresta alla disputa dei play off? “Siamo molto motivati e vogliamo fare bene – prosegue il capitano amaranto celeste – Nelle due settimane che hanno preceduto le gare contro Rimini ho apprezzato tanto impegno, tanta intensità da parte di tutti i miei compagni. Abbiamo rivisto le partite giocate nelle ultime fasi “dell’orologio” dalle quali è emerso un nostro approccio alle gare sbagliato, forse legato al raggiungimento dell’obiettivo-play off che, però, non vogliamo ripetere. Siamo tutti molto determinati a fare bene. Non abbiamo il peso di vincere a tutti i costi, ciò non toglie che faremo del nostro meglio per arrivare fino in fondo”. Lo scorso anno Pistoia realizzò un’impresa incredibile e conquistò la promozione in serie A1 nonostante si fosse classificata soltanto al sesto posto. La Sebastiani è giunta addirittura terza: il “miracolo” potrebbe ripetersi? “Lo escludo a priori anche se ce la metteremo tutta – dice Spanghero – Pistoia ha goduto di tante, piccole o grandi fortune ed è stata supportata nella sua crescita, ma non credo ciò possa succedere di nuovo. Sono tante e davvero troppo forti le squadre che ci precedono. E’ pur vero che abbiamo saputo vincere a Bologna come a Udine, ma anche perdere in casa con Piacenza. Il play off, poi, è un altro campionato, però è arduo che ciò accada in una serie al meglio delle 5 partite nelle quali la squadra più forte è sempre quella che, in conclusione, vince!”. Il capitano Marco Spanghero sarà il solo, tra tutti i cestisti della Sebastiani, a vantare la disputa di precedenti gare play off. Ciò può essere un limite? “A Rieti sapete bene che queste partite sono diametralmente diverse rispetto a quelle del campionato – prosegue Marco Spanghero – Non credo che l’esperienza di averne giocate in passato possa incidere più di tanto. Ritroveremo il coach Sandro Dell’Agnello che dovrà rinunziare a Masciadri, un giocatore molto importante per il tipo di gioco preferito dal tecnico toscano”. Marco Spanghero ha avuto molti ed importanti allenatori nella sua carriera: qual è il proprio pensiero su Alessandro Rossi? “Il coach pretende davvero molto da tutti noi – conclude il capitano della Sebastiani – E’ assai preparato ed attento. Ho avuto altri allenatori che, come Rossi, hanno preteso molto; spesso, però, lo hanno fatto in una maniera sbagliata senza riuscire ad ottenere un risultato positivo. Non così Rossi che, pur chiedendoci tanta applicazione, mai ci fa pesare le sue pretese. In poche parole ci sa fare, è capace di gestire il gruppo nella maniera migliore e questo è un risultato raro da ottenere ed estremamente positivo”. (Valerio Pasquetti)






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