di PAOLO DI LORENZO
Di solito, in questo periodo, si scrive una bella letterina a Babbo Natale e si chiede intercessione, per ricevere doni e coronare sogni, a quel Bambin Gesu’ che nascerà la notte del 24 dicembre. E’ una questione di fede, di religiosità, di spiritualità.
Io, invece, quest’anno, la letterina la voglio scrivere al sindaco Petrangeli perché da Babbo Natale e da Gesù Bambino negli anni scorsi ho ricevuto talmente tanto che stavolta nel sacco dei doni credo ci debbano essere solo i regali per chi ha ricevuto sempre molto poco o niente. Io preferisco saltare un giro. Va bene così.
Caro Simone, mi dicono che tu sia ateo e questo non mi aiuta nel mio ragionamento, però, per quello che ti conosco, ti reputo una brava persona e non uno sciocco. Ricordati che è Natale. Allora, a nome di tutti i precari del Comune che avete mandato a casa in modo spesso incomprensibile, visto che poi riassumete, talvolta negli stessi posti, solo chi dite voi. A nome dei commercianti del centro storico che avete messo sul lastrico per colpa di una Ztl che io condivido ma che non reputo applicabile in questo momento storico socio-economico. A nome di tutti gli ambulanti ai quali chiedete ogni volta nuove tasse e vincoli. A nome degli alunni e dei genitori di tante scuole elementari che nei bagni non hanno più nemmeno la carta igienica. A nome dei dipendenti del Comune di Rieti che, solo per essersi dichiarati di centro-destra, debbono sopportare l’isolamento e spesso le persecuzioni da parte di alcuni assessori. A nome dei cassintegrati del Nucleo Industriale che vorrebbero un sindaco di tutti, pronto ad incatenarsi sotto i cancelli della Regione Lazio. A nome dei tanti giovani che stanno letteralmente scappando da Rieti. A nome di tutti gli “ultimi” di questa città che sta morendo, ti chiedo di ripensare il tuo programma politico-amministrativo, perché la sinistra, che io conosco molto bene, dovrebbe essere un’altra cosa. Un sincero Buon Natale





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