NOME OFFICINA: “RESET, NON SOLO UNA CRISI INDUSTRIALE”

Nov 3, 2022 | Economia | 0 commenti

Reset: solo una crisi industriale?

“Vogliamo la verità, quella strada che i lavoratori meritano per la loro dignità e per tutto quello che hanno dato nel tempo”: questa la voce di un rappresentante sindacale dei lavoratori della Reset, da luglio senza stipendio. Anche NOME Officina Politica, attraverso il proprio rappresentante Carlo Ubertini, ha chiesto al Consiglio Comunale di Rieti di convocare l’azienda perché spieghi alla città la sua reale situazione.

 

Nel frattempo e con l’intento di contribuire alla trasparenza di una pubblica discussione, NOME Officina Politica ha ripercorso dichiarazioni e atti dal 2019 ad oggi, evidenziando come le ragioni di questa crisi vadano forse cercate anche nell’intreccio tra vicende politiche della città e dinamiche industriali.

 

Della Reset infatti si fa menzione già nell’aprile del 2019, con il lancio del progetto APEA (Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate), primo nella Regione ed inizialmente costituito da V Comunità Montana, Consorzio per lo sviluppo industriale, CNR, AeA, Rielco srl, Sema srl, Verdepiana, Reset srl.

 

La APEA di Rieti è poi riconosciuta dalla Regione Lazio ad aprile 2020 e prende la denominazione “GREEN IN PROGRESS”.

 

Alle società ACTOR ed Omicron.Tau venivano affidati i servizi di supporto alla governance. Omicron.Tau fa capo a Sandro e Maurizio Turina; quest’ultimo, a sua volta, è anche Presidente del CDA di APS, società che diverrà in seguito partecipante alla compagine APEA, sostituendo la AeA.

 

La compagine vede profilarsi, nel 2020, la possibilità di accedere a un finanziamento pubblico. Secondo quanto annunciato dall’allora assessore alle attività produttive Daniele Sinibaldi “ci prepariamo a rispondere al bando che mette sul tavolo 11 milioni di euro.”

 

Attraverso il bando finanziato con fondi europei, (1) la Regione Lazio intendeva infatti promuovere e sostenere investimenti finalizzati al contenimento dei consumi energetici e alla riduzione degli impatti ambientali dei sistemi produttivi.

 

Sinibaldi, mentre vedeva concretizzarsi la sua candidatura a Sindaco di Rieti, a Dicembre 2021 dichiarava: “… quando si mettono insieme risorse umane, know how, eccellenze, capacità e disponibilità alla collaborazione, siamo in grado di mettere in campo processi seri e raggiungere risultati importanti. Dal PNRR alla programmazione europea, passando per i bandi della ricerca e altre misure nazionali e regionali, APEA rappresenterà uno zoccolo duro dal quale potremo partire.” (2)

 

Peccato che, nonostante un progetto approvato e visionabile nella Determinazione della Regione Lazio del 30 Maggio 2022 (3), già in data 2 Febbraio 2022 la Regione avesse escluso la domanda di ASM (cui spettava un ruolo centrale nel progetto, con un investimento a regime di 2.158.000 euro).

 

Dalla motivazione  (4) si apprende che l’esclusione si deve alla dimensione aziendale di ASM: ”dall’analisi della dimensione di impresa è emerso che la ASM Rieti S.p.A risulta essere una Grande Impresa, essendo detenuta al 60% dal Comune di Rieti”, mentre i finanziamenti per le tipologie di intervento inserite nel progetto erano destinati a MPMI (micro, piccole e medie imprese, NdR)

 

Anche Reset aveva subito un’esclusione (4), in quanto “non risulta allegata alla domanda la relazione che quantifica gli impatti ambientali del Progetto in conformità alla norma UNI EN ISO 14001 e al Regolamento Europeo n. 1221/2009 (EMAS)”. Il che sorprende, vista la tecnologia proposta dall’azienda, che fa della sostenibilità ambientale il “cuore” della circolarità del processo disegnato dall’APEA “GREEN IN PROGRESS”.

 

Invece, il 23 Giugno 2022, (5) ottengono buon esito le istanze di finanziamento promosse da altri partner:

  • TAKEDA – investimento € 686.068,85 – contributo fondi europei € 254.293,34
  • Terni Polimeri – investimento euro € 2.157.200,0 – contributo fondi europei € 601.380,00 (5).

 

Di questi atti ufficiali non vi è traccia né in campagna elettorale per le amministrative del Comune di Rieti né tanto meno nel bilancio dei primi 100 giorni di amministrazione, ma soprattutto non se ne fa cenno nell’analisi delle motivazioni della crisi di Reset.

 

NOME non è in grado di valutare se le due situazioni, cioè la fallita partecipazione ai bandi di finanziamento e la crisi aziendale siano tra loro collegate, ma mette a disposizione queste informazioni perché siano oggetto di confronto e dibattito pubblico e politico, sempre con la stella polare della tutela del lavoro, della salute pubblica e dei beni comuni.

 

Dal punto di vista industriale, riteniamo che debbano essere percorse tutte le strade per tutelare i lavoratori della Reset.

 

Dal punto di vista politico, riteniamo debba essere valutata la posizione di ASM: possibile che non abbia potuto partecipare ad un bando così importante, perché non in grado di individuare correttamente la propria dimensione aziendale e, di conseguenza, il tipo di interventi ammissibili a finanziamento?

 

Unitamente alla Reset, inoltre, maggiori ragguagli alla città presso il Consiglio Comunale  dovrebbero essere forniti anche dalla soc. Omicron Tau srl e dal Presidente ASM Vincenzo Regnini.

Infine riteniamo che il sindaco del Comune di Rieti, nelle sue plurime vesti di Promotore del progetto, Socio di maggioranza di ASM, Socio di maggioranza dell’ex Consorzio industriale, nonché rappresentante degli interessi collettivi dei reatini, debba assumersi il proprio ruolo, individuando specifiche responsabilità ed intraprendendo atti conseguenti.

 

 

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