RIETI – Ormai da un paio di mesi a questa parte, la Npc svolge tutte le proprie sedute di allenamento presso il PalaCordoni, rinunciando ad utilizzare il PalaSojourner se non per le partite di campionato. Lo storico palazzetto dello sport reatino fu realizzato nei primissimi anni ’70 dall’impresa edile Claudio Dell’Uomo D’Arme (zio di chi scrive) deceduto non più di un anno e mezzo or sono. E’ collocato nel Piazzale Adolfo Leoni, miglior ciclista reatino (in realtà nativo di Gualdo Tadino), professionista dal 1938 al 1952, vincitore di una Milano-Sanremo (1942), di 17 tappe al Giro d’Italia, una al Tour de France e, soprattutto, Campione del Mondo dei dilettanti su strada nel 1937 a Copenaghen. Esattamente un anno fa – l’11 Marzo 2023 – il Sindaco Sinibaldi, l’Assessore allo Sport Mestichelli ed altri inaugurarono il “nuovo” PalaCordoni dopo anni di ristrutturazione (costati 600 mila euro?) per adeguamento edile ed impiantistico, efficientamento energetico, realizzazione di nuovi locali-spogliatoi, servizi interni, magazzini, locali tecnici ed abbattimento delle barriere architettoniche. Il palazzetto è intitolato a Sandro Cordoni, giocatore della AMG Sebastiani e, dopo il 1972, allenatore di basket di livello nazionale. La Npc gestisce il palazzetto da alcune settimane. I quattro ingressi della struttura sportiva sono stati “brandizzati” (marchiati) con grafiche-Npc, di colore celeste. Qual è il fondamento giuridico di questa gestione? Lo abbiamo chiesto al sindaco Sinibaldi, provando a contattarlo. Il primo cittadino non ha risposto al telefono (può succedere) ma, come più volte è accaduto in passato, non ha neanche tentato di richiamare. Peccato! Non così l’assessore allo sport, Chiara Mestichelli la quale, invece, ha risposto con competenza e cortesia. “Il PalaCordoni è un impianto sportivo gestito dal Comune di Rieti – dice l’assessore Mestichelli – La Npc lo utilizza in applicazione di una tariffa di 1000 euro mensili, approvata dal Comune, che ne prevede l’utilizzo stagionale, con obbligo di custodia e di manutenzione ordinaria. La Npc, quindi, ha pieno diritto all’utilizzo del PalaCordoni, ma non lo gestisce; lo fa in virtù di una determina autorizzativa dirigenziale. Ciò non toglie – prosegue l’avvocato Mestichelli – che altri soggetti possano utilizzare il PalaCordoni, facendone istanza al Comune, però coordinandosi con la Npc che ha il quadro completo di tutte le attività. L’affidamento in concessione del palasport sarà programmato dopo il termine dei nuovi lavori che cominceranno il prossimo 1° Giugno. La situazione del PalaCordoni la qualifico come analoga a quella dello Stadio Manlio Scopigno. Quanto ai contratti di somministrazione, mi riferisco a energia elettrica, acqua ecc., sono tutti a carico del Comune di Rieti”. Quindi l’ente pubblico territoriale è gravato di oneri afferenti luce, acqua, riscaldamento, ma lo fa in favore di soggetti terzi. Quel che, in tutto ciò, convince poco o, forse, non convince è la brandizzazione del palasport. Le grafiche-Npc sui 4 ingressi del PalaCordoni sono un brand e, cioè, “l’azione (così è nato il termine: brand) di marchiare il bestiame per riconoscerne la proprietà”. La brandizzazione ha una finalità: dare notorietà e prestigio al marchio o al logotipo di un’azienda e, nel caso di specie, alla Npc che è un soggetto giuridico. Il PalaCordoni è un bene immobile di proprietà pubblica e, quindi, la brandizzazione da parte di un soggetto privato, utilizzandone la struttura, si presume necessiti di un provvedimento autorizzatorio dell’ente proprietario. In proposito l’assessore Mestichelli prende un po’ di tempo ed afferma: “serve una lettura analitica degli atti e provvedimenti amministrativi ed un confronto con il dirigente di riferimento”. Il Presidente della Npc, Giuseppe Cattani: “le grafiche Npc del PalaCordoni sono state ideate da un incaricato del Comune di Rieti. Noi abbiamo provveduto soltanto a sostenerne i costi di realizzazione”. (VALERIO PASQUETTI)






0 commenti