RIETI – “La presentazione di “Giotto Coraggio” resterà un bellissimo ricordo”. Di quelli da custodire gelosamente nel cuore. Non solo per il pubblico intervenuto presso l’Aula Magna dell’ Alberghiero di Rieti, “Costaggini”, ma anche per l’autore. Parola del ravennate Paolo Casadio che ieri è stato ospite dell’Istituto diretto dal prof. Luca Giovanni Barbonetti, nell’ambito del progetto “Incontro con l’autore”. La platea, aperta anche al pubblico e alle autorità locali, è stata letteralmente affascinata dai contenuti del romanzo storico che, ambientato sul Garda nel periodo della Repubblica di Salò, pone al centro la storia d’amore tra Giotto e Andrea Zanardelli. Giotto è un orfano di soli dieci anni i cui genitori sono stati falciati da una littorina sulla Ravenna- Ferrara, Andrea è una giovane pediatra che decide di adottarlo. Entrambi, esempi di grande coraggio, si scelgono come madre e figlio. Il titolo, “Giotto coraggio”, altro non è se non l’esortazione che il piccolo protagonista si ripete per darsi una forza di resistenza. E del resto le scelte resistenziali pervadono interamente il libro. Ma il coraggio è anche quello di Andrea che sceglie di essere una donna medico, che non esita a dare il suo contributo alla lotta partigiana, che affronta senza se e senza ma una genitorialità non canonica.
Un romanzo affascinante e indiscutibilmente appassionante ed un autore dotato di grandi empatia e sensibilità hanno fatto sì che si creasse “un’alchimia rara” per cui Casadio si è letteralmente aperto senza filtri. Non poteva non esserci una partecipazione ad alta intenstà emotiva. “La riuscita di una presentazione letteraria dipende da vari fattori (e attori) – ha commentato Casadio – non sempre scattano i necessari meccanismi di empatia, sia con chi dovrò interloquire sia con il pubblico. Le scuole, poi, sono luoghi difficili, perché richiedono quel processo a volte doloroso che è il mettersi a nudo, il comunicare quella parte segreta di te che hai nascosto nel romanzo. Ebbene, la presentazione di Giotto Coraggio all’IPSSEOA Costaggini di Rieti è stata una di quelle davvero memorabili e che serberò cara nel cuore: un’organizzazione sorprendente e perfetta, un corpo docente e dirigente che ha saputo leggere tra le righe delle mie pagine. Non posso che ringraziare Elisa Masotti per la conduzione perfetta dell’evento, il Dirigente scolastico Giovanni Luca Barbonetti, la vicepreside Annalisa Mazzeo e la professoressa Silvia Meloni per la sensibilità mostrata verso l’adozione spontanea e reciproca di Andrea e Giotto. E consentitemi: mi avete commosso come rare volte è accaduto, mi sono sentito così a casa mia che vi ho aperto cuore e anima. Grazie inoltre a Pino Strinati, presidente dell’ANPC, con cui ho avvertito un’immediata sintonia sul concetto di Resistenza e scelte di resistenza; grazie al colonnello Valerio Marra, di cui ho apprezzato la consapevolezza storica dell’Arma e del tenente colonnello Giovanni Frignani, originario di Ravenna e ucciso alle Fosse Ardeatine; grazie infine a Paolo Di Lorenzo, che mi ha onorato della sua presenza e amicizia”. In chiusura dell’evento Casadio ha ricevuto una targa di rigraziamento da parte di Pino Strinati a nome dell’Anpc che, insieme a Sabinia e Cronaca di Rieti ha collaborato all’evento organizzato dall’Istito “Costaggini”.








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