PD RIETI SULLE PORRARA: “DA PIANO URBANISTICO A PIANO EDILIZIO”

Gen 14, 2021 | Politica | 0 commenti

Le attuali normative, sia fiscali che urbanistiche, sulla rigenerazione e
sul riuso degli immobili e gli indirizzi urbanistici nazionali prevalenti,
suggeriscono che il suolo deve essere difeso e tutelato.
Il c.d. Piano Quadro è stato corretto ed integrato con alcune delle
proposte presentate da alcuni proprietari o loro tecnici. L’ufficio tecnico e la
Giunta hanno invece totalmente ignorato le osservazioni pervenute dai
cittadini ed “aventi diritto” contenenti considerazioni generali, particolari e
tecniche. Il percorso intrapreso ha trasformato, di fatto, uno strumento
urbanistico di massima in un strumento urbanistico esecutivo, parcellizzando
il territorio sulla base di esigenze “puntuali”.
L’intervento tende a saturare la capacità edificatoria del territorio
comunale per i prossimi decenni, inibendo future programmazioni o
interventi.
A detta dei proponenti il Piano Quadro sarebbe stato redatto in
conformità ad un paio di pronunce del Consiglio di Stato, si segnala che la
giurisprudenza può far stato nel caso specifico sottoposto alla Corte. La
eventuale applicazione del principio di diritto a casi ritenuti analoghi
presuppone un attento e specifico lavoro interpretativo non presente nella
proposta di delibera presentata al Consiglio.
Per non dire che il Piano Quadro, è stato redatto sulla scorta di una
normativa Regionale per la Tutela del Paesaggio, nelle more, annullata dalla
Corte di Cassazione.
I proponenti del Piano hanno dato particolare risalto allo studio sulla
viabilità, effettuato da una società specializzata e all’allegato grafico ad esso
collegato. Ma è oggi agevole rilevare che, a seguito delle manipolazioni
conseguenti alle proposte esterne, addirittura tronchi stradali si arrestano
2
all’interno della lottizzazione senza connessione con la viabilità esistente o di
piano; forse una “licenza poetica”? Non ci risulta che in materia urbanistica
siano concesse “licenze poetiche” in luogo di predisposizioni future, ad oggi
non proponibili o non esplicitabili.
Nello schema di delibera proposta al Consiglio Comunale è chiaramente
indicato che l’area “Ex zuccherificio” sarà un Polo Direzionale, assegnando
pertanto una destinazione specifica a quell’area, tanto cara alla storia ed al
futuro assetto della città. Viene assegnata una destinazione, non
evidenziando che lo stesso è composto da aree edificate ed aree “libere”,
pertanto sottoposte a dinamiche urbanistiche ed autorizzative
sostanzialmente differenti.
Ma le domande sono: perché proprio Polo Direzionale e non altro?
perché non è interessato dal Piano Quadro? L’evidenza ci dimostra, per chi
ancora avesse dei dubbi, l’assoluta mancanza di condivisione delle scelte
urbanistiche, sia nelle giunte che si sono succedute nel tempo che tra le
attuali forze di quel campo politico nonché la totale mancanza di visione
rispetto alle scelte che coinvolgono i cittadini, tutti anche quelli del centrodestra.
Per addolcire e rendere potabili le ricadute di un Piano Quadro che
affonda le radici in una visione urbanistica ed edificatoria del secolo scorso, si
ipotizza la costruzione di scuole, “porti ed aeroporti”.
E così la pezza è peggiore del buco.
La scuola “Sacchetti Sassetti”, che si ipotizza dislocata all’interno
dell’area del Piano, è parte di un complesso architettonico monumentale del
1200, più semplicemente un Monumento. La sua riqualificazione e agibilità
dovrebbe essere un dovere per qualsiasi Amministrazione cittadina, essendo
storicamente connessa alla Città e funzionalmente fruibile per i più svariati
utilizzi, ivi compreso quello culturale e didattico.
3
Vogliamo dire ad alta voce che: ”NON C’È SONO SOLO LA STATUA DA
RESTAURARE NELLA NOSTRA CITTÀ”, tralasciando il fatto che è stata restaurata dal
Presidente della Provincia, fido scudiero.
E’ la Città di Rieti e le sue Frazioni che devono essere poste al centro
di una visione urbanistica di più ampio respiro: dalla riorganizzazione
territoriale al recupero del patrimonio edilizio. Come si fa ad ignorare che vi
sono ampie zone della città, con epoca di costruzione sia ante che post
bellica, che necessitano di interventi sia di ristrutturazione edilizia che
urbanistica??
Con una certa superficialità si ipotizzano nell’area del Piano nuove zone
commerciali a servizio del nuovo quartiere. Si tratta di ulteriori aree
commerciali che inflazioneranno l’asfittico mercato immobiliare oltre a
fiaccare ulteriormente le claudicanti sinergie commerciali, sia del centro
storico che delle zone limitrofe.
Le considerazioni e giustificazioni “risarcitorie” addotte circa la necessità
di “rifondere” l’impegno economico dell’IMU sui terreni sostenuto dai
proprietari meriterebbero ben altro intervento riequilibratore.
In ogni caso, vogliamo rammentare che l’intero territorio comunale
paga l’IMU e non solo la zona delle “Porrara”.
E’ appena il caso di ricordare che i “Centri Storici”, sia del Capoluogo
che delle Frazioni, sono ad oggi totalmente ignorati e privi di qualsivoglia
stimolo. Vi sarebbe l’urgente necessità di organici piani di recupero finalizzati
alla riutilizzazione e valorizzazione delle sterminate superfici edificate oltre
che al recupero funzionale di zone “ridotte” a dormitorio.
Anche le aree edificabili delle frazioni versano le imposte, sarà certo
difficile spiegare ai loro proprietari che verosimilmente non si potrà procedere
all’edificazione nelle loro zone, in quanto la cubatura del territorio è stata
fortemente ridotta, di fatto, dal Piano Quadro delle “Porrara”.
4
Cara Giunta e Signori Consiglieri siate consapevoli che quanto andrete a
votare questo tipo d’intervento sulla città vi assumete la responsabilità, non
solo politica, di approvare uno strumento non solo non condiviso con la
cittadinanza e privo di una visione generale, ma che, di fatto, è un Piano
“Edilizio” ovvero uno strumento esecutivo, che condizionerà il futuro ediliziourbanistico del prossimo quarto di secolo.
Partito Democratico della Città di Rieti

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