di Rossana Alessandrini
La zona rossa nel reatino arriverà, ma non nell’immediato, per ora si andrà avanti con le ricerche . il nuovo vertice tra Ministero della Salute, Regione Lazio, Prefettura e Asl di rieti ha scelto di procrastinare. Si aspettano nuove conferme prima di istituire la zona rossa. All’incontro di ieri erano presenti anche il Commissario per l’emergenza della peste suina e i primi cittadini dei comuni di Rieti, Antrodoco, Borbona, Borgo Velino, Castel Sant’Angelo, Cittaducale, Fiamignano, Micigliano, Petrella Salto e Posta. “Al di là delle azioni che possiamo mettere in campo di prevenzione e controllo sicuramente questo fenomeno rischia di estendersi”. Queste le parole del sindaco Gaetano Micaloni del comune di Petrella Salto. Le restrizioni riguarderanno nove comuni, otto nella provincia di Rieti e uno in Abruzzo. Saranno impegnati a monitorare il territorio, alla ricerca di nuove carcasse di cinghiale. Il territorio è stato suddiviso in quadranti, all’interno dei quali opereranno delle squadre composte da carabinieri forestali, guardie parco, agenti di polizia locale, volontari della protezione civile e cacciatori. A far scattare l’allarme nei giorni scorsi è stata l’uccisione da parte di un tir di un cinghiale infetto. L’animale non era solo, il branco era composto da circa venti ungulati. La preoccupazione tuttavia resta forte tra allevatori e cittadini, infatti, questa problematica potrebbe mettere in pericolo un prodotto tipico della zona come il guanciale amatriciano e tutti i salumifici della zona, che rischiano di bloccare in via preventiva la movimentazione delle carni suine, suscitando allarme anche nelle Regioni adiacenti. Il sindaco di Antrodoco, Alberto Guerrieri ha dichiarato: “ci potrebbero essere delle limitazioni per la frequentazione dei boschi e questo dobbiamo assolutamente scongiurarlo perché per noi i boschi sono vita, attività economica e turismo”.







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