Con il dolore nel cuore, continuiamo ad essere partecipi della sofferenza dei nostri colleghi colpiti
dal Covid-19 e del dolore dei familiari, che hanno perso un caro congiunto, nostro collega. Ecco l’unica ragione per cui alcune decisioni Aziendali ci lasciano sconcertati: “facile impartire
disposizione da dietro una scrivania”, lontani dal vero rischio di contagio. Siamo rammaricati che, in una fase emergenziale ancora particolarmente grave e pericolosa,
l’Azienda abbia deciso di esporre negli Uffici Postali, a firma degli ignari (pochi) o complici
(troppi) Direttori, quindi unici responsabili, un avviso alla clientela con l’indicazione di servire
in orario di chiusura tutti i clienti già presenti in sala e anche i primi clienti in attesa all’esterno
dell’Ufficio Postale, esponendo gli operatori di sportello ad un assalto all’arma bianca (già
verificatosi nel mentre scriviamo).
Ancor più grave che tale affissione sia avvenuta rimuovendo l’avviso dello sciopero delle prestazioni
straordinarie ed aggiuntive in atto in quel momento (lesione del diritto alla sciopero), che non prevede
lo smaltimento della coda, proprio per non eccedere nell’orario di lavoro.
Per questi motivi chiediamo l’immediata rimozione dell’avviso in quegli uffici in cui è stato esposto.
Negli Uffici Postali la carenza di personale alla sportelleria assume dimensioni sempre più
preoccupanti, porsi l’obiettivo di aumentare le persone da servire, in questo contesto pandemico e di
carenza di operatori allo sportello, non rientra certo tra le misure precauzionali di contenimento e di
contrasto alla diffusione del contagio.
In questo modo si mette a repentaglio la salute e la sicurezza dei clienti, degli operatori e soprattutto
delle persone che dovranno gestire la clientela in attesa, dentro e fuori dagli uffici.
L’assenza di vigilanza all’esterno, come all’interno degli Uffici Postali, al fine di evitare
assembramenti, resse e risse, come accade ogni giorno, non solo non appare sostenibile, ma è
decisamente un comportamento irresponsabile.
Per questa ragione rivolgiamo l’invito ai nostri colleghi di rifiutare, categoricamente, il ruolo di “vigili”
all’interno della sala pubblico, ruolo che non rientra nei compiti del livello professionale ricoperto
sancito dal CCNL.
Non abbiamo intenzione di avallare decisioni aziendali tese a rendere gravose e pericolose le
condizioni di lavoro dei pochi dipendenti di Poste Italiane impegnati allo sportello, in un lavoro
stressante, per garantire un servizio essenziale alla cittadinanza.
II deterioramento della qualità del sevizio, amplificato dai continui crash degli applicativi informatici
in dotazione, sta assumendo dimensioni tali da interessare quotidianamente gli organi di stampa.
Saremo sempre al fianco dei lavoratori; proseguiremo nei tempi e modi dovuti lo stato di agitazione,
nel rispetto delle normative vigenti, mettendo in campo tutte le azioni possibili e necessarie fino a
quando non avremo risposte concrete da parte Aziendale.
La Confsal, insieme ai lavoratori, senza distinzione di genere, è in grado di far cambiare in meglio le
condizioni lavorative nei luoghi di lavoro della più grande Azienda del Paese, la quale, purtroppo,
genera utili per gli azionisti risparmiando sulle condizioni ambientali e lavorative dei propri
dipendenti e sulla qualità dei servizi offerti ai propri clienti.
UNITEVI A NOI
Segreteria Provinciale Confsal Comunicazioni – rieti@confsalcom.it
RSU Maria Carla Chang – Annarita De Angelis (RLS) – Maurizio Russo – Mario Catena – Antonella Carnevale






0 commenti