Non si muore soltanto di Covid. E ora l’emergenza sanitaria reatina deve fare i conti con la carenza di posti-letto in reparti strategici del San Camillo De Lellis. Un anno e mezzo di pandemia ha costretto migliaia di pazienti a rinviare visite specialistiche ed esami di varia natura. Il risultato è che ora molti malati stanno scoprendo di aver perso tempo prezioso.
Il Pronto Soccorso di Rieti scoppia più del solito e medici, infermieri e ausiliari svolgono un lavoro preziosissimo gettando il cuore oltre l’ostacolo. Ma troppe volte non basta, perché dopo la medicina d’urgenza non sempre si trovano i posti letto per i ricoveri. C’è una carenza di strutture e di personale. E la politica ha grandi responsabilità. I posti – letto sono troppo pochi rispetto all’utenza di circa 160mila abitanti della provincia di Rieti.
Prima di sparare cifre a caso per dire che la Regione Lazio costruirà un nuovo ospedale, il governatore Zingaretti autorizzi la sanità di Rieti ad aumentare i posti letto nell’unico nosocomio rimasto sul territorio. Servono poi assunzioni urgenti tra i medici e gli infermieri.






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