PROGETTO PORRARA, LA LEGA STOPPA CICCHETTI E EMILI. TUTTO DA RIFARE

Gen 13, 2021 | Politica | 0 commenti

a cura di “Rieti democratica libera e forte”

Distrazione o malafede, abilità o furbizia? Alcuni pensano che si tratti di arroganza altri di presunzione, di
non rispetto per la città e i cittadini e di pregiudizio nei confronti di “chi non è con me”.
Fustigatori di costumi e detentori unici di legalità e correttezza colti con il dito nel barattolo della
cioccolata.
Più volte, trattando l’argomento delle “Porrara”, si sono sottolineati i limiti, la incongruenza progettuale, la
procedura e la irritualità di due Responsabili Unici del Procedimento, nonché le inconsuete parziali
astensioni di uno dei due RUP.
Oggi, arriva l’ennesima folgorazione e l‘argomento pronto per essere sottoposto al Consiglio Comunale,
viene “rinviato”; sembra di capire che sono emerse con tutta evidenza le incompatibilità, da tempo intuite,
di RUP e del Presidente della Commissione Consiliare, proprietari direttamente o indirettamente di terreni,
all’interno della zona in trattazione.
I rappresentanti della Lega con a capo il coordinatore, componente del Direttivo Regionale, hanno
opportunamente sollevato il problema sulla legittimità dell’atto da assumere e chiesta un’attenta verifica,
onde salvaguardare chi si assumeva la responsabilità di approvarlo.
Sono state sollevate anche osservazioni e ipotizzate proposte per ridefinire il quadro di sviluppo del
territorio così come indicato da rappresentanti del gruppo di maggioranza.
Lasciamo ai cittadini, giudicare il comportamento tenuto per un lungo tempo in cui si sono
sottaciuti interessi e compromissioni.
Per questo suggeriamo a quanti hanno correlate responsabilità politico-amministrative, di riflettere anche
sulle deliberazioni adottate che riguardano i possibili interventi di rigenerazione urbana ai sensi della legge
regionale 7/2017.
A noi interessa sottolineare di nuovo, i limiti, le incongruenze e la irragionevolezza della proposta
progettuale, sperando che si possa riconsiderare il da farsi.
L’interpretazione della Norma di Piano Regolatore da parte degli uffici comunali non appare in linea con
quanto indicato dai progettisti che originariamente, hanno tracciato il perimetro, le funzioni e la
consistenza del comprensorio Porrara.
Il Piano (non Programma) Quadro si inserisce fra Piano Regolatore e Strumenti Attuativi e quindi è
“propedeutico” a quest’ultimi, diventa cogente poiché integra Norme e previsioni del P.R.G., è da ritenere
in linea con la pianificazione urbanistica consolidata e riconosciuta, non essendo nota alcuna nuova matrice
sia normativa che progettuale, salvo che l’ufficio che etichetta tutto ciò con “urbanistica datata”, non
intenda per nuova pianificazione il Piano Casa, La Rigenerazione Urbana e il Permesso a Costruire
Convenzionato.
Gli atti che accompagnano la elaborazione tecnica, risultano vaghi e contraddittori; non si capisce che cosa
si approva; Un Piano parallelo agli strumenti attuativi e quindi per “proprietà matematica” equivalente, Un
Programma urbanistico, uno Scheletro. Si legge ancora, che tuttavia le previsioni del P.Q. non sono cogenti
e quindi potranno essere riviste, si propone una parcellizzazione del comprensorio logica solo alle proprietà
in una visione minimalistica, una viabilità evidentemente improbabile.
Dulcis in fundo sembrerebbe che le competenze sull’approvazione del P.Q. siano da scegliere
facoltativamente dalla Giunta Comunale che volendo potrebbe avocare a se, oppure più magnanimamente,
sottoporre al Consiglio Comunale, con ciò considerando il P.Q. strumento attuativo non in variante al
P.R.G., nel primo caso, oppure una cosa diversa da approvare in Consiglio Comunale; non è comprensibile
capire se trattasi di suggerimento da parte dell’ufficio, se invece è una interpretazione dell’organo politico
e/o facoltà prevista da specifiche disposizioni normative.
A questo punto una sola esortazione: non compromettete irreversibilmente la importante e
urbanissimamente strategica zona delle “Porrara”.
La utilizzazione del vasto comprensorio di cerniera fra Centro Storico, aree ex industriali e nuova
espansione deve necessariamente essere ricompresa nella visione di insieme che si impone, vuoi per il
lungo tempo trascorso dallo studio del vigente P.R.G., vuoi per la dinamica delle vicende condizionate dalla
diffusa crisi socio-economica che ha finito per dissuadere anche i possibili attori investitori proprietari delle
ancor più importanti aree ex industriali.
La politica, tutta, deve quindi condividere un percorso di razionale ripensamento sulla crescita sostenibile
del territorio assegnando a ciascun ambito funzioni correlate e complementari tali da costituire un sistema
capace di alimentare un adeguato sviluppo; non sono più possibili iniziative episodiche e strumentali, non
ripetiamo le inutili messe in scena che hanno riguardato l’ex zuccherificio e l’ex SNIA viscosa.

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