di: Armando Michel Patacchiola
Il 5.3 percento in più in bolletta, quasi 37 auro all’anno per una famiglia media. Si tratta dell’ultimo “regalo” del governo Gentiloni, se così si può dire, per i cittadini, italiani e quindi anche noi reatini, frutto di una serie problematiche legate ad una scarsa lungimiranza in tema di politiche energetiche.
Gli aumenti, secondo le stime del Autorità dell’energia riguarderà anche quelle del gas (+5 percento), in linea con gli aggiornamenti delle condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori nei servizi di tutela. Le nuove tariffe scatteranno dal 1 gennaio, e sono legate ad una serie di fattori. Tra tutti il rialzo del 20% per il “Prezzo Unico Nazionale.
La spesa (al lordo tasse) per la famiglia-tipo sarà di circa 535 euro, con una variazione del +7,5% rispetto ai 12 mesi precedenti. Che equivale a un aumento di circa 37 euro l’anno per le fatturazioni di energia elettrica. Mentre per la bolletta del gas, sempre per una famiglia media, la spesa sarà di circa 1.044 euro, 22 euro all’anno in più (+2,1%) rispetto ai 12 mesi precedenti.
Gli aumenti sono da relegare ai problemi di siccità, registrati negli scorsi mesi durante una delle estati più calde degli ultimi duecento anni. E ad altre problematiche legate ad una riduzione dell’efficienza del sistema. Tutti problemi che un Paese che mira ad essere un volano per l’Europa deve affrontare. Soprattutto per quanto riguarda l’efficienza energetica.
Nel commentare i dati sui 6 miliardi di investimenti in efficienza energetica, Vittorio Chiesa, direttore dell’E&S Group della School of Management del Politecnico di Milano, ha parlato di “una vivacità che si è tradotta in una crescita importante […]. Ma la strada per il raggiungimento degli obiettivi europei di efficientamento energetico e riduzione delle emissioni, però, è ancora lunga”.
I numeri sull’autosufficienza energetica in Italia: del 2014, un po’ datati, a dire il vero. Gli ultimi diffusi da “Terna”, la società che gestisce la rete elettrica italiana. I dati forniti hanno evidenziato come il nostro paese importi in media il 14 percento dell’energia elettrica. Quasi la metà arriva dalla Svizzera, un terzo dalla Francia e il resto da Slovenia e Austria. Quest’anno anche la Francia ha avuto alcuni problemi, nelle centrali nucleari, che si sono ripercossi anche sui prezzi delle bollette italiane.
Se la situazione continuerà così qui in Italia non accadrà mai quello che accade in Germania, dove esiste un sistema in cui a seguito della combinazione di alcuni fattori quali l’export, e una situazione di scarsa domanda dei consumi interni di energia elettrica portino le aziende energetiche ad incentivare, “pagando” i cittadini, affinché consumino energia. Ovviamente nessuno, in Germania, riceve un accredito. Però, in qualche circostanza, le applicazioni delle leggi microeconomiche, fanno sì che in che consumare energia durante certi giorni porti ad uno sconto in bolletta.






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