Rete Riformista Reatina, con riferimento all’ipotesi di accorpamento della Prefettura di Rieti a quella di Viterbo, così come già fatto in passato per la temuta fusione delle Province di Rieti e Viterbo, esprime profonda preoccupazione e sollecita tutti gli organi politici e amministrativi interessati ad assumere una netta e decisa posizione a difesa degli interessi del nostro territorio e dei cittadini che nello stesso vivono e lavorano.
Le preoccupazioni espresse dai lavoratori della Prefettura, della Questura, del Comando dei Vigili del Fuoco di Rieti appaiono largamente condivisibili e richiamano la classe dirigente locale all’assunzione di iniziative che portino al ritiro dello schema di decreto ministeriale e a riconsiderare la nuova modulazione degli Uffici pubblici sul territorio.
Per la qualità e quantità di competenze della Prefettura, oggi Ufficio Territoriale del Governo, riteniamo che sia anacronistico il riferimento ai confini territoriali delle ormai vecchie Province, destinate alla soppressione, quando più logico sarebbe rifarsi ad un concetto di “area vasta” estesa alla sabina romana in perfetta aderenza ai criteri previsti dal decreto Madia e contenuti nell’art 8 della legge 124/15 e, quindi, estensione territoriale, numero e tipologia di popolazione residente, caratteristiche del territorio, affinità storiche e orografiche, insediamenti produttivi.
Quello che oggi rappresenta agli occhi di tutti un rischio, deve a nostro avviso essere letto come una opportunità: l’opportunità che ha la classe politica di difendere, estendendo, l’attuale assetto di competenze.
Rete Riformista Reatina fa appello a tutte le categorie professionali, rappresentanze datoriali e dei lavoratori affinché il dibattito sulla tematica venga tenuto acceso e l’interesse della politica sia costantemente pungolato.
Rete Riformista Reatina






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