“Certo, è la prima volta che a Rieti si apre un luogo dove poter ospitare persone disperate durante la notte, quando il freddo è insopportabile e, da povero e senza tetto non puoi neppure rifugiarti in un supermercato a riscaldarti le ossa per qualche ora. Ma, ricordiamo bene quando, nonostante le numerose lettere di appello al Comune ed alle altre Istituzioni reatine da parte delle associazioni reatine del Coordinamento Diritto Salute e Politiche Sociali, la stessa Palomba negava il fenomeno dei senzatetto chiedendo a noi “nomi e cognomi”, e quando ci siamo presentati al cospetto suo e dello stesso sindaco con le persone in carne ed ossa, loro a dire che “il Comune non ha un centesimo, …di andare alla Caritas…”. Come se noi cittadini le tasse –anche per i poveri in gravi difficoltà – le avessimo pagate alla Caritas.
Certo, lo stesso problema lo abbiamo presentato ogni anno anche alle precedenti Amministrazioni (Emili, Petrangeli, e ora Cicchetti), e ricordiamo che tale “Riparo dal Freddo” è stato aperto dopo l’invito delle Associazioni al Prefetto che, dopo il decimo senzatetto morto per il freddo tra Roma e Milano e le successive direttive nazionali, invitò perentoriamente il Comune e l’Assessore ad farsene carico.
Ma la virtù del “presto e bene” non è ancora pane per le burocrazie delle Pubbliche Amministrazioni, Rieti compresa, ed il “Riparo dal Freddo” fu aperto a fine gennaio. Meglio tardi che mai.
Noi, mezzi contenti, sino a quando qualcuno non ci inviò delle foto da dove era evidente che, pur essendo un “riparo notturno”, nelle 2 dignitose stanze, non vi erano incredibilmente letti per dormire. Una dimenticanza? Niente affatto: una scelta precisa fatta dall’Amministrazione Comunale perché, quello, “non era un dormitorio” ma un “Riparo dal Freddo”.
Forse l’Assessore avrà pensato che, fare 2 cose giuste in un colpo solo poteva ingenerare qualche illusione di troppo nella popolazione reatina, quindi meglio farne solo 1 : il locale riscaldato con qualche sedia, un divano ed il bagno (doccia alla Chiesa Avventista e cena alla Mensa di S. Chiara).
Così, ci hanno pensato i poveri senzatetto a rimediare, a modo loro, grazie al buon senso tollerante dei volontari addetti all’accoglienza, buttando sul pavimento -all’insaputa dell’ignara Palomba, a quanto pare- qualche materassino gonfiabile/brandina da campeggio e coperte rimediate, per dormire almeno qualche ora. D’altra parte, la notte, anche per i poveri (cosa che dovrebbe sapere anche un Assessore) è fatta per dormire…
Poi, sempre l’Assessore, forse pensa che, per il semplice fatto di non aver ricevuto richieste di donne per un riparo per la notte, queste non esistano come senzatetto. Le chiediamo, potrebbe essere che queste povere donne, pur di evitare il grave rischio della strada, possano essere costrette a dormire, a volte, ospiti di personaggi poco raccomandabili ?
Per il futuro, possiamo consentire loro un’alternativa dignitosa ed in sicurezza ? ”
Ma ora, coerente con se stessa, l’Assessore pensa che, con l’avvento della primavera, “il freddo non c’è più” ed i poveri senzatetto possono ritornare alle vecchie, care abitudini di “dormire sotto le stelle” o, se preferiscono, “sotto i ponti vista fiume”.
Più dignitoso, si ?
Per Cittadinanzattiva Rieti
Il Coordinatore dell’Assemblea Antonio Ferraro






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