Rischio idrogeologico: urge un finanziamento pubblico

Nov 16, 2012 | Altre Notizie | 0 commenti

Il Vicepresidente, Vincenzo Gregori: “Non si deve intervenire solo ad emergenza”

“L’alluvione è un fenomeno naturale, che ci piaccia o no. Nessun allarmismo, quindi, c’è bisogno di essere nelle condizioni di difendesi dall’acqua prima che arrivi e, per far questo, bisogna intervenire analizzando i rischi e pianificando gli interventi di mitigazione del rischio e laddove necessario eliminarlo del tutto. Ma servono più risorse”. A chiarire il semplice quanto fondamentale concetto è il Vicepresidente del Consorzio della Bonifica Reatina, Vincenzo Gregori, all’indomani della recente inondazione del Tevere, che ha colpito l’intera Sabina e che ha riacceso i riflettori sui rischi idrogeologici. “E’ fondamentale puntualizzare sull’importanza di alcuni concetti – prosegue Gregori –. In primo luogo quello di previsione, intesa come l’attività diretta a determinare le cause dei fenomeni calamitosi, a individuare i rischi e a delimitare il territorio interessato dal rischio; da qui il concetto di prevenzione, come l’attività volta a evitare, o ridurre al minimo, la possibilità che si verifichino danni conseguenti ad un evento calamitoso e comprendono gli interventi strutturali e non strutturali quali la pianificazione della gestione dell’emergenza. Accanto a ciò va posta, poi, la mitigazione del rischio idrogeologico, l’attività cioè tesa alla drastica riduzione del valore atteso di perdite (vite umane, feriti, danni alle proprietà e alle attività economiche), dovute al verificarsi di un evento di una data intensità, in una particolare area, in un determinato periodo di tempo. Tutti e tre i concetti risultano di grande importanza nelle zone più densamente popolate. La Piana reatina, area di intervento del Consorzio, negli ultimi anni ha visto crescere in maniera esponenziale il numero dei residenti. La prevenzione, quindi non può più essere lasciata sulle spalle dei soli consorziati, che annualmente versano una quota”.

Gran parte di quanto accade nei momenti di abbondanti piogge è fortemente condizionato dall’azione dell’uomo: densità della popolazione, urbanizzazione, abbandono dei terreni montani, abusivismo edilizio, continuo disboscamento, uso di tecniche agricole poco rispettose dell’ambiente, mancata manutenzione dei versanti e dei corsi d’acqua, sono tutti fattori che fanno aumentare l’indice di rischio idrogeologico. “Come Consorzio della Bonifica Reatina – spiegano il Presidente, Adriano Tarani, e il Direttore, Marcello Iacuitto -, con l’insediamento della nuova amministrazione abbiamo da subito provveduto ad effettuare una ricognizione del territorio evidenziandone le criticità, e siamo intervenuti con differenti lavori (come la pulizia straordinaria da vegetazione per circa 37 chilometri e lo scavo di materiale depositato sui letti dei corsi d’acqua per circa 12 chilometri) per ridurre le criticità, andando anche oltre i nostri compiti istituzionali. Ora però, in un momento di forte crisi, non crediamo sia giusto che la situazione sia lasciata continuare in questa direzione: gli agricoltori non possono rispondere economicamente alle esigenze di un’intera comunità, per mitigare il rischio idrogeologico. E ora quanto mai urgente, quindi, che si arrivi alla definizione di un finanziamento pubblico a tutela e difesa del territorio. Ci sono ancora alcune aree dove vi è l’obbligo di intervenire – concludono i vertici del Consorzio –  purtroppo a causa delle scarse risorse a nostra disposizione e senza il supporto di un organismo regionale ormai inesistente non avremo la forza di farlo, e non è giusto contare sullee sole risorse degli agricoltori della Piana reatina, che si trovano a pagare per le manutenzioni che portano beneficio alle altrui proprietà e a garantire, da soli, la sicurezza idraulica del territorio. Come Ente siamo pronti a mettere a
disposizioni i nostri tecnici per avviare una ricognizione e analisi del rischio su scala provinciale. Il nostro lavoro è già partito con la redazione di una pianificazione di interventi a lungo termine, ma chiediamo il sostegno e l’assunzione di responsabilità da parte degli altri Enti preposti a garantire la sicurezza dei cittadini”.

 

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