Ristorazione, adempimenti per la gestione del green pass (CONFARTIGIANATO RIETI INFORMA)

Ago 8, 2021 | Altre Notizie | 0 commenti

Dal 6 agosto è scattato l’obbligo di esibire il ‘green pass’ per
accedere alle attività di ristorazione nei casi di consumazione al tavolo, al chiuso. La disposizione riguarda i titolari
e gli esercenti di bar, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, pizzerie, piadinerie, ecc. che sono tenuti a controllare il possesso
delle certificazioni verdi da parte dei clienti.
Confartigianato Alimentazione indica gli adempimenti che
gli imprenditori devono rispettare. Innanzitutto, a tutela della
privacy, devono designare gli addetti alla verifica dei
green pass, predisporre le istruzioni sulle operazioni di verifica e consegnarli agli incaricati e fornire loro indicazioni
su come gestire eventuali controversie con i clienti.
I soggetti che controllano i certificati verdi devono essere
formalmente incaricati dall’imprenditore con una specifica delega nominativa nella quale va indicato in maniera
precisa l’oggetto: attività di verifica delle certificazioni verdi
Covid 19 emesse dalla Piattaforma nazionale-Dgc. Inoltre
la delega deve contenere le istruzioni sull’attività di verifica.
Quindi, va descritto che essa consiste solo ed esclusivamente
nel controllo dell’autenticità, validità e integrità della certificazione, e nel conoscere le generalità dell’intestatario,
senza rendere, assumere o conservare alcuna informazione.
Clicca qui per scaricare il facsimile del modello di delega
nominativa
Il Dpcm che istituisce l’obbligo di green pass prevede che il
verificatore può accertare l’identità del portatore del green
pass ed è autorizzato a chiedere il documento di identità
che il cliente è obbligato a esibire. Su questo aspetto Confartigianato è intervenuta in Parlamento promuovendo un
emendamento che punta a escludere responsabilità e conseguenti sanzioni amministrative a carico dei titolari e dei
gestori delle attività per le quali è previsto l’obbligo di richiedere il green pass. Confartigianato sostiene, infatti, che
le eventuali responsabilità relative ai controlli sull’identità
dei soggetti che esibiscono il green pass non possono gravare sugli esercenti ma devono essere in capo alle autorità
pubbliche di controllo.
Se il cliente non esibisce il green pass o, a richiesta, il documento d’identità, il verificatore gli nega l’accesso ai locali.
In caso di controversie e di contestazioni, il verificatore può
chiedere l’intervento delle forze di polizia.
Confartigianato ha anche promosso un emendamento per
escludere sagre, fiere, eventi e manifestazioni locali dall’obbligo di green pass nel caso in cui questi eventi si svolgano
in spazi aperti.

COME SI CONTROLLA IL GREEN PASS?
Ecco quello che c’è da sapere.
1. Il ristoratore deve posizionarsi in corrispondenza dell’ingresso del proprio locale, munito di tablet o smartphone. Sul
dispositivo deve essere stata scaricata l’app VerificaC19
(qui l’app per Android, qui l’app per dispositivi Apple).
L’applicazione di verifica nazionale consente di controllare
l’autenticità e la validità delle certificazioni verdi.
Non occorre avere una sim e nemmeno essere collegati ad
una rete wi-fi. Il sistema funziona senza una connessione internet e senza memorizzare informazioni personali.
2. Il cliente è obbligato a mostrare dal proprio smartphone
il QR code corrispondente al proprio green pass. In alternativa è possibile esibire la stampa dello stesso.
3. Il ristoratore, tramite l’app VerificaC19, cliccando su
“Avvia scansione” deve inquadrare il QR code del cliente.
Il responso è immediato. Se il codice risulta corretto, appare
il messaggio “Certificazione valida” con una spunta verde.
Al di sotto, sono riportati nome, cognome e data di nascita
collegata a quel green pass.
4. Per completare la verifica è necessario confrontare i dati
anagrafici riportati appena sotto con quelli di un documento
d’identità valido dotato di fotografia (non vale, per esempio, la tessera sanitaria in quanto potrebbe essere stato effettuato uno scambio). Il cliente è quindi tenuto a mostrare
al ristoratore la carta d’identità (o un passaporto o la patente) per verificare che i dati combacino.
5. Al termine della verifica, il cliente può accomodarsi al
tavolo all’interno del locale.

COSA PUÒ FARE CHI NON HA IL GREEN PASS?

Chi non possiede il green pass significa che non è ancora
stato vaccinato, non è guarito dal Covid-19 negli ultimi 6
mesi oppure è sprovvisto di un tampone con esito negativo
effettuato nelle precedenti 48 ore. In questi casi il cliente
può entrare per consumare al banco, usufruire dei servizi e
pagare alla cassa. Non gli sarà dunque consentito di consumare al tavolo, salvo questo non si trovi all’aperto.

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