Non abbiamo partecipato ieri alla votazione in consiglio comunale sull’aggiudicazione provvisoria delle farmacie per la pessima gestione dell’aula da parte della Presidenza e per le intemperanze di più di qualcuno, irrispettose e ingiuriose dell’Istituzione e lesive dell’immagine di tutto il consiglio comunale che rappresenta l’intera Città. Il fatto molto grave, poi, che non si sia data la possibilità ai revisori dei conti di prendere la parola nonostante le richieste ripetute di intervento fatta da uno dei componenti del collegio durante i lavori del consiglio ha ulteriormente contribuito a fornire un’immagine poco edificante.
Nel merito del punto in discussione, abbiamo deciso di non prendere parte alla votazione, qualora lo avessimo fatto avremmo votato contro la delibera ritendendola viziata da più parti, nella forma e nella sostanza.
E’ emerso chiaramente in sede di dibattito in aula e prima ancora nelle sedute di più commissioni convocate appositamente per esaminare la delibera che la proprietà di almeno una delle tre farmacie, quella ricadente nel quartiere di Quattro Strade, non possa essere considerata riconducibile all’Azienda Servizi Municipalizzata reatina. Come dagli scriventi peraltro sostenuto da alcuni mesi e portato a conoscenza del Sindaco con un’interrogazione a risposta scritta protocollata a metà gennaio, con il bando di vendita già pubblicato e la procedura di alienazione avviata.
Il primo cittadino, la segreteria generale e gli uffici comunali preposti non hanno ritenuto di dover prendere in considerazione la nostra segnalazione nonostante avessimo anche ieri, prima del dibattito in aula, presentato un emendamento teso a correggere il punto 4 della delibera laddove si chiedeva al consiglio di trasferire l’autorizzazione sanitaria rilasciata dalla Asl all’atto dell’avvio dell’attività di farmacia e non il diritto di titolarità che altro non è che la proprietà della farmacia (Legge 475/68 s.m.i.), in capo al Comune, e non ad ASM, che la gestisce soltanto in forza di un affidamento fatto con delibera di consiglio comunale del 22 giugno 2001.
A ciò va aggiunto che è stato decisa la cessione di un diritto senza averne preventivamente quantificato il valore e che, con l’approvazione della delibera, la maggioranza si impegna a trasferire un bene immateriale all’aggiudicatario senza conoscerne la consistenza, e in spregio al rispetto della procedura prevista dall’art. 49 del Testo Unico Enti Locali.
Questo sotto l’aspetto tecnico. Dal punto di vista politico si tratta di un’operazione che non tutelerà i lavoratori in futuro e non potrà essere altrimenti considerata l’impossibilità di garantire la permanenza degli attuali livelli occupazionali da parte del privato che, legittimamente, potrà fare scelte diverse.
Infine va stigmatizzata la scelta non solo contraria ma opposta a quanto era stato promesso in campagna elettorale quando l’attuale Sindaco si impegnò con la Città a bandire una gara a doppio oggetto. Oggi si tenta di ripubblicizzare ASM cosi come era nelle corde della precedente maggioranza di centro sinistra con un accordo con il socio privato economicamente più sconveniente per le casse comunali.
I consiglieri comunali Andrea Sebastiani, Giosuè Calabrese.






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