di Federica Peschi
Aveva perso il lavoro da circa un anno, senza riuscire a trovare un’altra occupazione nonostante le ripetute ricerche: potrebbe essere questo, secondo i carabinieri, ad aver spinto al suicidio l’operaio 44enne originario di Rieti, ma residente a Terni. L’uomo, separato e con tre figli minorenni, si era da tempo chiuso in se stesso. Dopo la scomparsa, erano state avviate le ricerche da parte di vigili del fuoco, forestale, carabinieri e uomini del soccorso alpino e speleologico dell’umbria. Nella tarda serata di sabato la scoperta del cadavere dell’uomo, impiccato ad un albero, in un una zona impervia lungo la strada che da Acquasparta conduce a Spoleto. L’uomo non avrebbe lasciato scritti per spiegare esplicitamente le cause del suo gesto, ma l’ipotesi dei carabinieri, è che sarebbe stata proprio la mancanza di un’occupazione a provocare nell’uomo uno stato di profondo disagio e a spingerlo a farla finita.






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