SVELATO IL CARRO DI ERETUM – LA CULTURA PIU’ FORTE DELLA PANDEMIA

Mag 7, 2021 | Cronaca | 0 commenti

È stata inaugurata stamattina a Palazzo Dosi-Delfini la mostra Strada facendo. Il lungo viaggio del carro di Eretum, che presenta per la prima volta riunito il ricco corredo funerario del principe sabino e della sua stirpe trafugato nei primi anni Settanta dalla necropoli di Colle del Forno e riconsegnato all’Italia nel 2016 grazie all’intervento dei carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale e all’accordo tra il Mibact e la Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen. La mostra – ideata e curata dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma metropolitana e Rieti e resa possibile dalla collaborazione con il Museo Nazionale Romano – offre una rilettura di grande suggestione dei preziosi reperti della Tomba XI e ne segna il rientro in Sabina, fortemente voluto dalla Fondazione Varrone per offrire al territorio un’opportunità di cultura.

“Stiamo per lasciarci alle spalle ciò che antropologi avevano previsto già 30 anni fa e definito non pandemia ma sindemia – ha detto il presidente della Fondazione Antonio D’Onofrio – Guai a noi se pensassimo di ripartire replicando un modello sociale evidentemente sbagliato, dove chi era ricco si è ritrovato se possibile più ricco e chi era povero più povero. Come Fondazione sentiamo l’ansia per questa disuguaglianza che si allarga e crediamo che la cultura sia uno di quegli elementi che può servire a riequilibrare la situazione. Questa mostra bellissima che inauguriamo oggi, quella sui beni di Amatrice che apriremo a breve, il libro sulla memoria dell’industria, il rapporto che abbiamo commissionato al Censis sulla ripartenza sono tutte occasioni di cultura che offriamo al territorio per superare le disuguaglianze”.

Sull’importanza della cultura e sul valore della mostra allestita a Rieti ha insistito anche la soprintendente Paola Refice, che insieme ad Alessandro Betori e Francesca Licordari ha curato l’esposizione: “Quando, speriamo presto, avremo qui le scuole, ai ragazzi potremmo raccontare il valore di questi reperti, pezzi fatti per durare, che ci raccontano una storia in parte ancora da scrivere”. Refice ha sottolineato il grande lavoro di squadra fatto in questa circostanza dal Ministero della Cultura– in tutte le sue articolazioni – la Soprintendenza e il Museo Nazionale Romano.

Presente all’inaugurazione anche la sindaca di Fara Sabina, Roberta Cuneo, che ha ringraziato tutto il sistema del Mic e la Fondazione Varrone per aver reso possibile un’operazione che troverà la sua conclusione l’anno prossimo nel Museo Civico Archeologico di Fara. Non senza un altro passaggio di grande valore scientifico e archeologico, la mostra in fase di allestimento che ricomprenderà anche il carro di Eretum annunciata dal direttore del Museo Nazionale Romano Stéphan Verger.

A tagliare il nastro è stato il questore, Maria Luisa Di Lorenzo, affiancata dal sindaco di Rieti Antonio Cicchetti.

“Oggi è una bella giornata per tutti, perché reperti preziosi del nostro passato sono tornati là dov’erano stati violati e sottratti – ha detto l’onorevole Fabio Melilli, il parlamentare reatino che ha spinto per riavere in Sabina i reperti – Ma il nostro lavoro non si ferma perché c’è ancora tanto da recuperare per dare alla Sabina la dignità che merita la sua lunga e nobile storia”.

La mostra sarà aperta al pubblico a partire da domani e fino al 10 ottobre, tutti i giorni dalle 17 alle 20 fuorché il lunedì. L’ingresso è gratuito. Nel rispetto delle misure anti-Covid è obbligatoria la prenotazione, che può essere effettuata on line sulla piattaforma eventbrite.

FONTE: FONDAZIONE VARRONE

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