di Marco Staffiero
La follia pandemica fatta di continue notizie negative e disumani distanziamenti sociali sta portando delle problematiche enormi, che avranno delle ripercussioni non da poco. Mai nella storia l’uomo, che da sempre, viene descritto come “animale sociale” è chiamato a queste folli e continue costrizioni e restrizioni, isolandolo e deprimendolo. Parliamoci chiaro: è in corso una crisi mondiale della salute mentale, soprattutto fra giovanissimi: l’incidenza di depressione e ansia fra adolescenti è raddoppiata rispetto a prima della pandemia e un’ampia metanalisi appena pubblicata su JAMA Pediatrics, che ha incluso 29 studi condotti su oltre 80.000 giovani, ha dimostrato che oggi un adolescente su 4, in Italia e nel mondo, ha i sintomi clinici di depressione e uno su 5 segni di un disturbo d’ansia.Questo diffuso disagio mentale rischia di mettere una seria ipoteca sulla salute futura dei ragazzi. Lo affermano gli esperti al congresso nazionale della Società Italiana di NeuroPsicoFarmacologia. La probabilità di disturbi mentali è particolarmente alta fra i ragazzi più grandi che più dei bambini, spiegano gli psichiatri, hanno risentito delle restrizioni che non hanno consentito di vivere in serenità e assieme ai coetanei momenti fondamentali della crescita, dalle prime relazioni all’esame di maturità. Tutto questo è confermato anche da un secondo studio, su 1500 bambini e adolescenti, pubblicato sul Journal of the American Academy of Child and Adolescent Psychiatry. Una situazione che potrà purtroppo avere conseguenze negative sul lungo periodo: è stato dimostrato che soffrire di depressione durante l’infanzia e l’adolescenza si associa da adulti a una salute peggiore, mentale e non solo, e a maggiori difficoltà nelle relazioni e nella vita in generale. Questo è vero soprattutto per chi ha sofferto in maniera persistente di sintomi depressivi: essere costantemente ‘sotto tono’, specialmente durante l’adolescenza, avvertono gli esperti, ha ripercussioni più negative di un singolo episodio depressivo anche molto precoce, se questo viene poi risolto. È perciò necessario, è il monito degli specialisti a congresso, “intercettare il disagio mentale nei ragazzi e intervenire, utilizzando gli strumenti più adeguati al singolo caso e tenendo conto delle peculiarità connesse alla giovane età”. La gioventù è bellezza, forza, grandezza. Staccate gli occhi e la testa dai telefonini, tablet ecc. Praticate Yoga, Meditazione, passeggiate a contatto con la natura, letture che aprono il cuore e la testa e le sane arti marziali, per avere un equilibrio psicofisico eccellente, per affrontare le sfide di questi tempi. Lo yoga per adolescenti diventa così uno strumento d’aiuto, nel riconoscere i propri valori personali, la capacità di autoriflessione, l’accettazione della personale unicità e diversità e nel riconoscimento di cosa è nutriente e arricchente e cosa invece autolimitante e depotenziante. Il clima di fiducia e di libertà delle lezioni di yoga, in assenza di giudizio o prestazioni competitive, favorisce il risveglio rispettoso della personalità valorizzando l’interiorità e la presa di coscienza di sé: progressivamente ciascuno è portato a spostare con naturalezza l’attenzione da fuori a dentro. L’ascolto di sé diventa così un modo per riconoscere e affrontare al meglio emozioni e stress.Il corpo è intelligente ed evidenzia in modo concreto e visibile ciò che viviamo nel quotidiano. Le sequenze e le posizioni dello yoga fanno muovere il corpo fisico: orizzontale, verticale, sagittale; in allungamenti, flessioni, estensioni, torsioni, capovolgimenti. Le posizioni diventano metafora di vita e fanno sperimentare ai ragazzi tutte le situazioni possibili. Muovendo il corpo si sperimentano, si scoprono e si sviluppano capacità naturali: si rinforza il corpo, si correggono atteggiamenti posturali errati, si acquisisce elasticità, flessibilità, concentrazione, auto-conoscenza. Per quanto riguarda l’arte marziale, i principi fondanti sono il rispetto verso l’avversario e la consapevolezza di se stessi, a prescindere da quale disciplina si scelga. Quindi è quanto di più lontano che ci possa essere dalla violenza. Ai bambini infatti non viene insegnato a “picchiare”, ma gli vengono insegnate delle tecniche di lotta, adatte alla sua età, da provare con gli altri bambini. In questi momenti di apprendimento, l’enfasi non è sulla tecnica ma sull’evitare di fare male e di farsi male, sul rispetto dell’altro, sul controllo della proprio corpo e dei propri movimenti. Questo fa si che il bambino sia consapevole di ciò che sta imparando, e che questa conoscenza non lo autorizza a farne uso al di fuori di quel contesto protetto. Alla luce di questo approccio, è facile capire come le arti marziali diventino una vera e propria scuola di vita, che porta i bambini a rapportarsi in modo più sereno e consapevole con i propri coetanei e con gli adulti. La sfera emotiva in questo tipo di attività non è secondaria ma, anzi, è in primo piano. L’impegno profuso dai bambini viene sempre esaltato e li si abitua ad avere autocontrollo e a migliorare la propria concentrazione. Mano a mano che il bambino comincia ad acquisire le varie tecniche, e riesce a compiere movimenti che prima non era in grado di fare, comincia a sviluppare un senso di autostima che lo accompagnerà anche al di fuori della palestra e lo accompagnerà a scuola e nella vita quotidiana. Il sistema utilizzato nell’insegnamento delle arti marziali è di stile gerarchico. Abbiamo un maestro, con il grado più alto, poi abbiamo gli allievi più anziani ed esperti che aiutano il maestro nella gestione della lezione, poi abbiamo tutti gli altri allievi, con gradi intermedi caratterizzati dai colori delle cinture. A differenza di quello che si può pensare, questa struttura gerarchica favorisce un ambiente di stile familiare, dove il maestro rappresenta la guida per tutti i membri. Coloro che sono più anziani, hanno il dovere di aiutare e sostenere i più giovani per farli crescere insieme agli altri. I bambini a questo punto, crescendo, si troveranno a far parte di una comunità che li sostiene nel suo insieme e dove si troveranno presto nella posizione di dover aiutare i più giovani a superare le loro difficoltà quotidiane.






Sei davvero bravo e i tiu articoli centrano sempre la realtà. Grazie 🙏