UNA PICCOLA BETLEMME A GRECCIO E IL PRESEPE VA IN SCENA

Dic 23, 2015 | Cultura e Spettacolo | 0 commenti

Per sette giorni Betlemme “traslocherà” nel cuore della provincia di Rieti. E’ da ben 792 anni, d’altronde, che
questa magia si ripete a Greccio, luogo del primo Presepe al mondo. Protagonista del miracolo fu San
Francesco, che nel 1223 – dopo un viaggio in Palestina – decise di ricostruire con persone e animali del tempo
le scene della Natività: e così il frate di Assisi e il nobile signore di Greccio Giovanni Velita realizzarono la
rievocazione della nascita di Gesù, ovvero il primo Presepe della storia, che nei secoli successivi è stato
replicato in tutte le case del mondo.

Unico e inimitabile, il Presepe di Greccio torna quest’anno il 24, 26 e 27 dicembre, e ancora l’1, 2 3 e 6
gennaio. Dimenticate gli spettacoli popolari che in questo periodo vengono organizzati ovunque da Nord a
Sud: quella di Greccio è una rappresentazione storico-teatrale, realizzata in sei quadri viventi e incentrata
sulla nascita del primo Presepe della storia, grazie alla quale è possibile rivivere l’atmosfera del Natale più
che in ogni altro luogo. Un evento che costituisce un momento di profonda fede cristiana e, al contempo, uno
spettacolo unico al mondo; c’è infatti un filo indelebile che lega questo luogo a Betlemme: in Palestina si
operò il mistero della divina incarnazione di Gesù, mentre a Greccio ebbe inizio, in forma del tutto nuova, la
sua mistica rievocazione.

Per sette sere (il 24 dicembre alle ore 22.30 e tutti gli altri giorni alle 17.30) le tribune con oltre 2000 posti a
sedere e le tensostrutture riscaldate accoglieranno i visitatori provenienti da ogni parte d’Italia, che potranno
ammirare la sceneggiatura curata in ogni minimo dettaglio, le musiche e lo spettacolare impianto di luci; a
fare il resto sarà la consueta bellezza del luogo – un anfiteatro che sorge nel piazzale antistante il Santuario di
Greccio – la natura incontaminata, la fedeltà delle scene e dei costumi, la bravura e la devozione degli
interpreti. Ancora oggi la celebrazione si snoda attraverso sei quadri viventi, dalla vita dei francescani in
queste zone all’accoglienza da parte di papa Onorio III della Regola scritta da Francesco, dall’autorizzazione
concessa dal Santo Padre per la realizzazione del presepe fino al giorno in cui Greccio si trasformò in
Betlemme.
Il Presepe rappresenta il momento più importante dei festeggiamenti che coinvolgeranno il borgo in
provincia di Rieti in tutto il periodo natalizio. Dal 5 dicembre al 6 gennaio è infatti in programma la 17esima
edizione del Mercatino di Natale: nel suggestivo percorso fra le casette di legno, sarà possibile trovare
originali idee regalo, intrattenersi con i più piccoli al Villaggio di Babbo Natale e gustare le specialità
gastronomiche della zona. Non mancheranno poi le visite guidate alla scoperta del centro storico
completamente ristrutturato e del sentiero degli artisti, un museo a cielo aperto con 24 affreschi che
abbelliscono i muri esterni delle case antiche; sarà inoltre possibile ammirare le mostre di pittura organizzate
nell’ambito della Biennale del Senso e della Materia e il Museo dei Presepi, che accoglie diverse espressioni
artistiche della Natività provenienti da ogni parte d’Italia.

Raggiungere questo borgo che sorge nella parte occidentale della provincia di Rieti, a 705 metri di altezza alla
sinistra del fiume Velino, diventa anche occasione per scoprire un luogo magico, edificato su speroni di roccia
in una posizione che sembra impossibile. Un paese circondato da stupendi boschi di querce ed elci, dove è
possibile visitare la “Cappelletta” che sorge nel luogo in cui San Francesco si ritirava in preghiera in una
capanna protetta da due piante di carpino. A circa 2 km dal borgo di Greccio, arroccato sulla roccia di un
costone boscoso, come un nido di aquila, si erge maestoso il Santuario del Presepe, uno dei monumenti più
importanti della storia del francescanesimo: è qui che Francesco, nella notte del Natale del 1223, rappresentò
con personaggi viventi la natività.

L’antico borgo medievale, invece, conserva parte della pavimentazione del vecchio castello e tre delle sei torri
di cui la maggiore trasformata nel XVII° secolo in torre campanaria. Meritano una visita la chiesa
parrocchiale dedicata a San Michele Arcangelo, la chiesa di S. Maria del Giglio e la sua diruta, oggi restaurata
e destinata a Museo Internazionale del Presepio.

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