INCONTRO APERTO ALLA CITTADINANZA SUL REFERENDUM GIUSTIZIA:
“LE RAGIONI DEL Sì”
La Camera Penale di Rieti, aderente al comitato per il “Sì” dell’Unione delle Camere Penali
Italiane, organizza per il giorno 25 febbraio alle ore 15,30, presso la Sala Consiliare della
Provincia di Rieti, un incontro aperto ai cittadini volto all’informazione ed all’approfondimento
della Riforma Costituzionale della Separazione delle carriere.
Interverranno GIORGIO SPANGHER, Professore emerito di Diritto processuale penale, già Membro
del Consiglio Superiore della Magistratura e VALERIO SPIGARELLI, Avvocato penalista, già
Presidente dell’Unione delle Camere Penali Italiane.
Modererà il dibattito l’Avv. MARCO ARCANGELI, Referente per la Camera Penale di Rieti del
Comitato “Vota SI’ – E’ giusto”. Introdurrà e porgerà i saluti l’Avv. GIOIA SAMBUCO, Presidente
della Camera Penale di Rieti
L’intento dei promotori è quello di offrire un momento di confronto e conoscenza sulle tematiche
oggetto del quesito referendario, nella consapevolezza della necessità di un voto libero e
consapevole quale strumento fondamentale di partecipazione democratica e di tutela delle libertà
individuali.
La Camera Penale di Rieti pertanto invita i cittadini, gli operatori del diritto e Tutti coloro che
hanno a cuore la qualità della democrazia, a partecipare numerosi.
IL Presidente, il Direttivo ed il Referente della Camera penale di Rieti
Avv. Gioia Sambuco, Avv. Rossella Giamogante, Avv. Sharon Bonifazi, Avv. Francesco Tavani, Avv.
Francesco Inches, Avv. Marco Arcangeli
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La riforma sottoposta al giudizio dei cittadini, modifica alcuni articoli della Costituzione dando piena
attuazione all’art. 111 della Costituzione, approvato nel 1999 a larghissima maggioranza da tutte le
forze parlamentari, secondo cui il giusto processo è quello che si svolge davanti a un giudice terzo
rispetto alle parti processuali, pubblico ministero e difesa.
La riforma, che continuerà a garantire l’autonomia e l’indipendenza anche del P.M., comporterà che
il magistrato dovrà scegliere, all’inizio della carriera ed in modo irrevocabile, la funzione di giudice
o di pubblico ministero, così ponendo fine al sistema ordinamentale attuale secondo cui le due figure
appartengono ad un unico ordine.
Inoltre il Consiglio Superiore della Magistratura sarà diviso in due organi distinti: uno per i giudici
ed uno per i pubblici ministeri, con l’introduzione del sorteggio per la selezione dei componenti, al
posto dell’attuale sistema elettorale fortemente condizionato dalle correnti.
La funzione disciplinare sarà affidata ad una nuova Alta Corte disciplinare, composta in prevalenza
da magistrati di Cassazione.
L’Italia è, ad oggi, l’unico Paese tra le democrazie moderne ad avere un modello di ordinamento
giudiziario a carriere unificate. In Germania, Francia, Spagna, Portogallo, Paesi nordici, i ruoli
di giudice e pubblico ministero sono distinti. Il modello italiano si riscontra soltanto in Turchia,
Bulgaria e Romania (in questi ultimi due casi in forme ibride).
Anche fuori dal panorama europeo, la separazione delle carriere è attuata negli Stati Uniti, in Canada,
in Giappone, in Australia, in Nuova Zelanda ed in gran parte del Sud America.
Tutte le democrazie liberali hanno scelto la distinzione. L’Italia, rappresenta, dunque,
l’eccezione.
La separazione delle carriere è, piuttosto, una scelta di equilibrio, di terzietà, di diritti dei cittadini.
Non è un atto contro la magistratura, ma una riforma a favore del cittadino, che rafforza la qualità
della nostra democrazia e la credibilità della giustizia, per garantire un processo giusto davanti ad un
giudice terzo, prima garanzia di libertà.
Per l’Unione delle Camere Penali Italiane infatti, la separazione delle carriere NON è una questione
politica ma una vera e propria battaglia per i diritti dei cittadini portata avanti da oltre trent’anni, a
prescindere dai Governi e dalle maggioranze che si sono via, via succeduti.
Nel 2017 l’Unione delle Camere Penali, con il contributo anche della Camera penale di Rieti,
raccoglieva oltre 72.000 firme per un disegno di legge di iniziativa popolare; quel percorso,
finalmente, trova OGGI il suo compimento.
La Camera penale di Rieti che già nel mese di dicembre ha organizzato occasioni di dibattito con la
cittadinanza con l’evento”129 Pizze per il sì”, continuerà, anche per i mesi di febbraio e marzo, ad
organizzare momenti di approfondimento e confronto su questa riforma che incide direttamente sui
principi fondamentali del processo, rendendolo realmente giusto,
LA BATTAGLIA PER IL SÌ È UNA BATTAGLIA DI CIVILTÀ GIURIDICA, CHE PRESCINDE DA OGNI
APPARTENENZA POLITICA.
Non è una questione di schieramenti, ma di garanzie costituzionali.
IL DIRETTIVO ED IL REFERENTE DELLA CAMERA PENALE DI RIETI
Avv. Gioia Sambuco, Avv. Rossella Giamogante, Avv. Sharon Bonifazi, Avv. Francesco Tavani, Avv.
Francesco Inches, Avv. Marco Arcangeli






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