Il dubbio, la fede e la responsabilità: il Vescovo Vito incontra i “giornalisti” della “Ricci”

Mag 14, 2026 | Altre Notizie | 0 commenti

di Flavia Ciogli *

Il dubbio, la fede e la responsabilità. Sono solo alcuni dei profondi  spunti di riflessione emersi nel corso dell’incontro tra gli studenti del Laboratorio di Giornalismo della Scuola Media “Angelo Maria Ricci” ed il Vescovo di Rieti , Vito Piccinonna. Ad accompagnarlo sono stati due rappresentanti della realtà diocesana locale: Don Rino, parroco presso la Parrocchia di Madonna del Cuore,  e Don Ferdinando Cascella, parroco della Parrocchia di Santa Maria Madre della Chiesa. “Diventare Vescovo non è stato un traguardo cercato o desiderato – ha raccontato Mons. Piccinonna, intervistato dagli alunni – al contrario l’idea stessa di essere chiamato a ricoprire questo ruolo mi ha colto di sorpresa, quasi con timore. In realtà non c’è mai stato un preciso momento della vita in cui mi sono sentito  “pronto”. Ho attraversato anch’io periodi complessi già ai tempi della frequentazione delle scuole medie. La cresima l’ho ricevuta un po’ tardivamente rispetto ai miei coetanei in quanto  sentivo di non aver ancora compreso fino in fondo il significato vero della fede”.  E ad influenzare il suo percorso è stata anche la figura di uno zio molto vicino alla parrocchia. A tal proposito particolarmente curioso si è rivelato l’episodio dei  panzerotti. “Un giorno mi recai in parrocchia proprio perché sapevo che erano distribuiti questi fritti tipici pugliesi, di cui sono stato sempre molto goloso, e fu l’occasione in cui il sacerdote mi prese da parte per invitarmi a frequentare la Chiesa. Consiglio, quest’ultimo, preso attentamente in considerazione e poi messo in atto”. Il dubbio, per don Vito, non è mai stato qualcosa da evitare. Anzi, “ I momenti di crisi sono spesso i più importanti, perché portano a riflettere davvero. Oggi esiste il rischio di perdere di vista la figura autentica di Gesù.  Spesso – ha osservato –  si tende a parlare di Lui senza soffermarsi davvero sul suo messaggio e sul suo esempio concreto. Quando mi  venne chiesto chi fosse Gesù, risposi che era “uno che non si faceva gli affari suoi”, perché viveva costantemente accanto agli altri, entrando nelle loro vite e condividendone le difficoltà”. Nel corso dell’intervista è emerso chiaramente il ricordo del  momento in cui don Vito fu chiamato “Vescovo” per la prima volta. La sensazione iniziale fu di freddezza e di responsabilità: accettare significava assumersi un compito enorme. Avrebbe potuto rifiutare ma farlo gli sarebbe sembrato un gesto egoista, soprattutto nei confronti della comunità e del Papa. Immancabile la riflessione sulla società contemporanea: “Esistono  aspetti oscuri e problematici. Ritengo tuttavia che sia troppo semplice limitarsi a dire che “tutto va male”. La vera sfida – sostiene – è interrogarsi su ciò che ciascuno può fare nel proprio piccolo per migliorare la società”. Per questo, secondo lui, gli adulti hanno una responsabilità fondamentale: dare esempio e costruire relazioni autentiche. E in ultimo il confronto tra la realtà di provenienza e quella locale. “In Puglia la partecipazione della comunità cristiana è molto più viva rispetto a quella reatina. Sicuramente a fare la differenza è anche, ma non solo, la minore densità abitativa che rende i rapporti sociali più distanti e meno intensi. Anche il culto della tradizione, decisamente più sentito al Sud, fa la differenza. E volete sapere cosa mi regala allegria? La collettività. Per me la vita a Dio si dona attraverso la disponibilità verso gli altri, entrando in contatto con la quotidianità e abbracciando l’idea religiosa senza alcuna imposizione”. In chiusura della attività laboratoriale Don Rino  ha tenuto a ricordare che il prossimo ottobre cadrà il 50esimo anniversario della scuola “Ricci” e già il dirigente scolastico Luisiana Corradi è al lavoro per organizzare al meglio e per tempo  i festeggiamenti che coinvolgeranno l’intera comunità scolastica e le autorità cittadine. A salutare gli ospiti del Laboratorio di Giornalismo, curato dalla professoressa Elisa Masotti, è stata l’orchestra del Maestro Federico Micheli, fiore all’occhiello dell’Istituto, che ha saputo divertire ed emozionare.

*(alunna del Laboratorio di Giornalismo)

Foto Massimo Renzi

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