LISTA “SI PUO’!”: “L’ASSESSORE EMILI E LA FAVOLA DELLO ZUCCHERIFICIO”

Apr 23, 2022 | Politica | 0 commenti

ANCHE IL DIRIGENTE ALL’URBANISTICA HA ESPRESSO FORTI PERPLESSITA’ SULLA DELIBERA DEL CONSIGLIO

 

La consueta, oramai inconfondibile aggressività verbale, priva di contenuti e del tutto lontana dalla realtà dei fatti e degli atti – pubblici ed urbanistici – ma ricca di retorica offensiva e denigrante, infarcita di proclami roboanti in stridente contrasto con il nulla del suo assessorato in questi cinque anni. Questo è l’approccio della Destra alla campagna elettorale ai suoi albori. Questo è lo stile, che affonda in modo pregnante ed inconfondibile nella sua “cultura” politica, di Antonio Emili, l’assessore che – si dice da se – con la sua tipica retorica,  “adempie al dovere di scrivere una pagina nuova della nostra Storia”. Il candidato sindaco del centrosnistra Simome Petrangeli, la coalizione e la lista civica “si può!” – che ha deciso di rispondere direttamente all’assessore Emili con questa nota – non seguiranno su questa strada, l’ultima e disperata rimasta, una Destra in cerca di contenuti per una campagna elettorale in cui chi ha governato dovrà dimostrare di averlo fatto davvero per il bene di questa città. E i fatti, le statistiche impietose dicono tutto il contrario.

Vi è una prima precisazione che va fatta, su tutte: l’area dello zuccherificio è stata acquistata da un privato, Coop centro Italia, che opera nel settore della grande distribuzione. La nostra costituzione tutela la proprietà privata e la libera imprenditoria: è pertanto legittimo che la Coop intenda investire, come qualsiasi imprenditore farebbe, nell’area di sua proprietà per sviluppare profitti. E poiché opera in quel settore, è ovvio che l’investimento non potrà non riguardare un centro legato alla grande distribuzione. Ma….vi è un “ma” che l’assessore Emili, nella sua foga aggressiva e battagliera, dimentica totalmente: quell’area, come la vicina ex Montedison, fa parte del Piano Regolatore della città e fu indicata sin da allora da chi redasse tale piano come “nuovo centro moderno della città”, il nuovo cuore pulsante di una Rieti che nella rinascita di quelle aree aveva il suo fulcro e la sua pietra angolare, il nuovo motore dello sviluppo reatino. Dove arriva, dunque, l’interesse del privato e dove inizia quello pubblico? Qui entra in gioco il ruolo dell’amministrazione comunale, tenuta a richiamare il privato sulla necessità che il suo legittimo interesse personale si coniughi con il più alto e superiore interesse pubblico. Un ruolo che per cinque, lunghissimi anni l’assessore Emili ha dimenticato in un cassetto per poi, magicamente, tirarlo fuori all’ultimo momento, ma in modo rabberciato e dilettantesco. Oggi lo stesso si avventura, nel tentativo di accreditare agli occhi di un elettorato stufo del nulla di questa giunta la sua operazione dell’ultim’ora – chiaramente e clamorosamente di stampo elettoralistico – in una serie di affermazioni che lui, nel suo stile, definirebbe “false” e che noi preferiamo dire ben lontane dalla realtà e del tutto infondate.

1.) – Afferma Emili: “Sostiene Petrangeli che all’epoca della sua Amministrazione avvenne un tentativo di recuperare lo Zuccherificio attraverso un piano strategico condiviso con la città. FALSO” e poi aggiunge: “La vecchia giunta Petrangeli non ha fatto niente per il recupero dell’ex Zuccherificio ed anzi allorché nel 2013 Coop centro Italia ha presentato altro progetto, l’ex Sindaco e compagni hanno sbarrato il passo a tale iniziativa rimanendo fermi e sordi alle invocazioni dei 6 mila cittadini sottoscrittori della proposta elaborata dalla proprietà”.

NULLA DI PIU’ LONTANO DAL VERO! Ci aiuta in questo Gian Piero Marroni, candidato nella lista “Si può!” ed, all’epoca dei fatti, presidente del Consiglio comunale: “Emili dimentica, o fa finta di dimenticare – dice Marroni – che la Giunta Petrangeli non sbarrò affatto il passo, come afferma senza fondamento, al progetto di Coop ed alle seimila firme: furono i tecnici degli uffici comunali a dare parere contrario al programma integrato (questo fu, non un progetto) che Coop Centro Italia aveva presentato, corredandolo delle seimila firme! Nessun consiglio comunale può dunque deliberare su un’iniziativa che prevede come obbligatorio e vincolante un parere tecnico, parere in quell’occasione contrario poiché tale da ravvisare nel programma del privato svariate difformità rispetto alla normativa sia regionale che nazionale”. E Marroni aggiunge, ad onor del vero: “Fui io come presidente del consiglio comunale, visto che c’erano seimila firme di cittadini che non potevano essere ignorate, a chiedere che comunque la vicenda fosse portata in consiglio per avviare una discussione fra tutte le forze politiche che avesse a cuore non solo i destini commerciali ed imprenditoriali di quell’area, ma soprattuttoed è ciò che un comune deve faredell’effettivo sviluppo della città”.

2.)- Prosegue Emili: la passata amministrazione ha abbandonato al degrado il gioiello di archeologia industriale dismesso nel 1973. Il nostro Si è un atto di volontà politica che apre la città a un investimento di 50 milioni di euro”.

Secondo la versione di Emili, dunque, fu la giunta Petrangeli ad aver abbandonato al degrado, tramite il presunto “sbarramento del passo” (smentito prima) alla riqualificazione dell’area, il gioiello dell’ex zuccherificio. Peccato che Emili stesso non rammenti che l’esperienza della giunta Petrangeli si concluse nel 2017 (dunque 4 anni dopo la discussione in consiglio rammentata da Marroni) con la vittoria del suo attuale sindaco Antonio Cicchetti che oggi, come fa lui, si autoincensa dicendo di “aver governato bene” (con una città ed una macchina comunale allo sbando, come certifica lo studio Ridata della chiesa reatina). E che cosa ha fatto l’assessore Emili dal 2017 sino all’aprile del 2022 – in ben  cinque, lunghissimi anni – per evitare questo abbandono? Perchè la vicenda dello zuccherificio non è stata messa dalla sua giunta fra le priorità? Avevano cinque anni per farlo: perchè SOLO ORA? O dobbiamo pensare che sia accaduto come l’ex mercato coperto, quando nel programma di Cicchetti si scriveva:”Un capitolo importante è quello dell’ex mercato coperto. Cinque anni di centrosinistra non sono bastati a definire la situazione“. Nel 2017, mese di novembre – cinque mesi appena dalla vittoria – Emili dichiarò: «Tale è il principio che ispira la volontà di impiegare i fondi destinati al food corner (Rieti 2020) alla riqualificazione dell’ex mercato coperto di Rieti, in cui si ravvisa l’esempio di un’amministrazione che affronta il degrado e la desertificazione del centro storico della città». Il mercato coperto è ancora lì, chiuso e degradato e la storia non è stata fatta. Lo stesso esempio che oggi si vuol falsamente accreditare di chi aprirebbe “la città a un investimento di 50 milioni di euro”; di chi afferma di voler “ evitare il crollo e di promuovere la rinascita di un luogo centrale della nostra storia” e così via altre dichiarazioni simili di presunte quanto infondate virtuosità amministrative, smentite da cinque anni di colpevole letargo.

Oggi, dunque, baciato da chissa quale “principe Filippo” il novello “bello addormentato nel bosco” si risveglia e fa riemergere dai rovi intricati che per cinque anni hanno oscurato il suo “castello/ palazzo di città” la riqualificazione dell’ex zuccherificio.

Ma c’è una cosa che ancora una volta Emili, con la coscienza evidentemente sporca, non dice: anche il dirigente del settore urbanistico De Marco, il cui parere favorevole è stato necessario per portare in consiglio la vicenda, ha espresso grosse riserve su modi, tempi e contenuti della questione.

Sui tempi, anzitutto: già in sede di commissione il dirigente aveva definito “anomala” la procedura (un’autentica forzatura). Nel parere del 05 aprile scrive: <<Preso atto dell’iniziativa da parte di questo assessorato ai LL. PP. Di proporre la presente proposta deliberativa al Consiglio Comunale PER ANTICIPARE LA SUA ESPRESSIONE RISPETTO AL COMPLETAMENTO DELL’ISTRUTTORIA.…”. Perchè tanta fretta, assessore, se l’istruttoria non è completa? C’è forse qualcosa sotto? Non certo il progetto, inesistente, come ripetuto dal nostro candidato sindaco Petrangeli! Ma poi De Marco aggiunge <<…il presente richiesto parere è reso NEI SOLI TERMINI DI RICONOSCERE LA GIUSTA COMPETENZA del consiglio comunale a valutare l’interesse pubblico”. Una proposta di atto deliberativo, aggiunge, che “si pone quale mero requisito per valutare il solo interesse pubblico...”.

– Ma più avanti il dirigente è ancora più chiaro e per evitare di esser “tirato per la giacchetta” chiarisce: “Tuttavia si evidenzia che L’ISTANZA DI PARTE CONTEMPLA UN PROCEDIMENTO PIU’ COMPLESSO DI QUELLO CIRCOSCRITTO AI SENSI DEL CITATO ARTICOLO” ed aggiunge, a testimonianza della fretta a questo punto assai sospetta dell’assessore ad ottenere il parere:<<...si rappresenta infatti che è in corso di completamento l’analisi da parte di questo dirigente DEI PRESUPPOSTI NECESSARI e dei LIMITI CONNESSI AD UN EVENTUALE ACCOGLIMENTO DELLA RICHIESTA così come formulata da coop cemtro italia, di cui la dichiarazione di pubblico interesse costituisce UN requisito, quale condizione necessaria MA NON SUFFICIENTE”.

– Perchè allora, se l’istruttoria non era completa, non attendere un nuovo consiglio in pienezza dei poteri? Un atto ingiusitificato, una forzatira evidente e tale da svilire totalmente il ruolo dell’assise comunale come consesso che rappresenti le istanze dei cittadini.

– “Nessuna illusione”, ribadisce in soldoni il dirigente dell’Urbanistica al “frettoloso” Emili al termine del suo chiarissimo e categorico parere: “L’eventuale approvazione dell’atto da parte del consiglio comunale…non può pertanto costituire PRESUPPOSTO PER ESERCITARE ALCUN LEGITTIMO AFFIDAMENTO alla presunzione di accoglimento della domanda inoltrata, al di fuori del solo perimetro dell’interesse pubblico, atteso che E’ ANCORA IN CORSO UN’APPROFONDITA E CAUTELATIVA DISAMINA DELL’ISTANZA, anche alla luce della successiva richiesta di un ulteriore parere alla regione Lazio…”.

Anche Emili, nel suo comunicato, parla di regione: “Sarà la Regione Lazio a pronunciarsi sulla bontà del procedimento incardinato dalla Coop centro Italia”. Ma non dice il perchè, il buon Emili! Ce lo spiega il dirigente quando conclude che la successiva richiesta di parere alla Regione Lazio è fatta “…SULLA SCORTA DELLE PRIME CRITICITA’ EMERSE”.

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