REGNINI “NEL 2016 SALDO POSITIVO DI 115 IMPRESE MA GLI SFORZI SONO FIACCATI DAL SISMA”

Gen 31, 2017 | Altre Notizie | 0 commenti

“Questo sforzo che il territorio stava compiendo per
> uscere dalla generale
> crisi, oggi deve fare i conti con le ricadute del sisma e
> non vi è un
> settore che sia immune da questa preoccupazione”. A
> dichiararlo Vincenzo
> Regnini, presidente della Camera di Commercio di Rieti in
> merito ai
> risultati di Movimprese per l’intero 2016, la periodica
> analisi delle
> iscrizioni e cessazioni di impresa, realizzata da
> Unioncamere e InfoCamere,
> diffusa in occasione dell’Assemblea dei presidenti delle
> Camere di
> commercio, in corso oggi a Padova.
>
> Se infatti il Reatino nel 2016 ha registrato un saldo
> positivo di 115
> imprese (+0.77%), addirittura superiore alla media nazionale
> (+0,68%),
> dovuto alla differenza tra nuove iscrizioni (922) e
> cessazioni (807) al
> Registro Imprese della Camera di Commercio di Rieti,
> il dato va ovviamente
> messo in relazione con l’onda d’urto rappresentata dalle
> chiusure di imprese
> avvenute in questi ultimi mesi, che manifesterà sicuramente
> la propria
> intensità nelle successive rilevazioni di Movimprese.
>
> A livello nazionale, lo scorso anno si è chiuso con 41mila
> imprese in più
> rispetto al 2015 ed una crescita dello 0,68%. A determinare
> questo
> andamento, il più basso livello di iscrizioni dell’ultimo
> decennio (363.488
> in 12 mesi), compensato però dal rallentamento delle
> chiusure (322.134).
> Grazie a questo saldo attivo, il sistema imprenditoriale a
> fine dicembre
> arriva a contare 6.073.763 aziende registrate. Di queste una
> su 10 è guidata
> da giovani di meno di 35 anni. E proprio agli under 35 si
> deve il bilancio
> positivo del 2016: 64mila le imprese giovanili in più, in
> crescita del 10,2%
> rispetto al 2015.
>
> Saldo positivo, quindi, ma non per tutti gli ambiti di
> attività. Quasi il
> 60% delle 41mila imprese registrate in più nel 2016 opera
> infatti in soli 3
> settori: il turismo, il commercio e i servizi alle imprese.
>
>
> I più dinamici in termini di crescita imprenditoriale sono
> i comparti della
> ristorazione e delle vacanze, in cui si contano 8.829 bar e
> ristoranti in
> più rispetto al 2015 (+2,35%) e 2.732 attività di alloggio
> aggiuntive
> (+5,3%), con una crescita esponenziale degli affittacamere,
> bed and
> breakfast, case ed appartamenti per vacanza: +15,92% la loro
> variazione,
> pari a 2.512 imprese in più.
>
> Bene anche per il comparto noleggio, agenzie di viaggio e
> servizi alle
> imprese, che a fine 2016 conta 7.416 imprese in più. La
> crescita in questo
> ambito è legata soprattutto alle attività di servizi per
> edifici ed il
> paesaggio, che registrano un saldo positivo di 2.833 imprese
> generato
> essenzialmente dalle imprese di pulizia (+1.886) e da quelle
> che si occupano
> di giardinaggio e manutenzione delle aree verdi (+1.169).
> Più che positivo
> anche il bilancio annuale delle attività di supporto alle
> funzioni di
> ufficio (dai call center, ai servizi di fotocopiatura, al
> recupero crediti),
> aumentate di quasi 4mila unità (+5,51%).
>
> Oltre al settore commerciale, che conta oltre 6.200 imprese
> in più a fine
> 2016, nuovo impulso alla crescita l’hanno fornito lo
> scorso anno le attività
> professionali (+4.150 imprese il saldo). Tra queste,
> spiccano le attività di
> consulenza aziendale e amministrativo-gestionale, cresciute
> di 2.382 imprese
> e del 5,69%.
>
> Anno positivo anche per i servizi alla persona (3.283 le
> imprese in più nel
> 2016), trainati essenzialmente dall’aumento dei
> parrucchieri ed estetisti
> (1.739 in più) e  dalle attività di tatuaggio e
> piercing che, con un saldo
> di 622 imprese, hanno messo a segno una crescita record del
> +23,25%.
>
> A fronte di questi  bilanci positivi nei settori dei
> servizi, quelli più
> tradizionali continuano a segnalare un restringimento della
> platea delle
> imprese. Per le costruzioni, il 2016 si è chiuso con una
> riduzione
> complessiva di  4.733 attività (-0,7% su base annua),
> ma, approfondendo
> l’analisi dei dati, si rileva come il processo di
> selezione in questo
> settore abbia riguardato essenzialmente le micro-imprese
> edili, che nel 2016
> hanno perso 8.400 unità; al contrario, una crescita
> sostenuta ha interessato
> le società di capitali (+6.300). Nella manifattura, il
> bilancio di fine anno
> evidenzia una riduzione complessiva  di 3.338 imprese,
> una performance che
> tocca tutto i comparti con la sola eccezione delle industrie
> alimentari e
> delle bevande (+696) e, soprattutto, delle imprese di
> riparazione,
> manutenzione e installazione di macchine ed apparecchiature
> (+1.148 unità).
> La metà di questo piccolo “bottino” fa riferimento alle
> imprese operanti
> nella riparazione e manutenzione di macchinari (+560 unità,
> pari al +3,61%)
> e a quelle di riparazione e manutenzione di navi e
> imbarcazioni (+128
> imprese, pari al 5,38% in più rispetto al 2015).
>
> In crescita il tessuto imprenditoriale delle regioni del Sud
> e delle Isole.
> Con le sue 22.918 imprese in più, il Mezzogiorno ha
> determinato più della
> metà dell’intero saldo annuale, staccando nettamente
> anche il Centro
> (+13.386 il saldo) e il Nord-Ovest (+6.255). In campo
> negativo, invece, il
> Nord-Est, che chiude il 2016 con una riduzione di 1.205
> imprese (-0,1%).
>
> Bilanco imprenditoriale attivo per quindici delle venti
> regioni italiane. In
> termini assoluti, meglio di tutte hanno fatto il Lazio
> (11.264 imprese in
> più), la Campania (+8.901) e la Lombardia (+6.535). Il
> Lazio (+1,77%)
> registra la crescita più sostenuta anche in termini
> relativi; seguono la
> Basilicata (+1,7%) e la Campania (+1,56%).
>
> La lettura dei dati dal punto di vista delle forme
> organizzative delle
> imprese evidenzia, in modo indiscutibile, il rafforzamento
> strutturale del
> sistema imprenditoriale. L ’intero saldo positivo del 2016
> è totalmente
> spiegato dalla forte crescita delle società di capitale:
> 56.479 in più in
> termini assoluti, pari al +3,7% in linea con quanto
> registrato nel 2015. Le
> imprese individuali, che continuano a rappresentare oltre la
> metà dello
> stock di imprese esistenti (il 53,2%), mostrano invece una
> flessione di
> oltre 3mila unità, facendo registrare, in termini relativi,
> un decremento
> dello 0,1%.
>

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